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Nel nome del piacere (capitolo 2)
Data: 03/01/2021, Categorie: Etero Autore: Candido1967
... Poi prese il guinzaglio, lo allacciò all’anello di ferro del collare. “Porta a passeggio la tua cagna in calore e se incontrerà un bel cazzo si farà montare”. Andai dal soggiorno alla camera, lungo il corridoio, a quattro zampe con Alessandro che mi portava a passeggio con il guinzaglio. Poi dalla camera andai in cucina, percorrendo nuovamente la stretta stanza che separava la zona giorno da quella notte del mio appartamento. Una grande finestra si apriva a metà di quel passaggio; mi ero preoccupata di non chiudere e di non oscurare in modo che qualche vicino avrebbe potuto assistere a quella mia performance. In cucina avevo posizionato sul pavimento una ciottola con dell’acqua ed un’altra vuota. Pregai Alessandro di aprire la dispensa e di aprire una vaschetta con del cibo per cani. Lo avevo appositamente acquistato in un supermercato scegliendo quello di mio maggior gradimento: ve ne sono alcuni molto più gustosi di tante carne in scatola che a volte in estate mangiamo con dell’insalata! Versò il contenuto della vaschetta nella ciottola vuota ed io, sempre a quattro zampe al guinzaglio del mio padrone, inizia ad addentare quel cibo per cani. Dopo un paio di morsi lo sputai sul pavimento e con la lingua bevvi un paio di sorsate d’acqua. “La tua cagnetta è stata cattiva. Non ha mangiato il cibo che le hai dato. Devi punirla”. Gli indicai un frustino in pelle che avevo posizionato strategicamente sul ripiano della cucina. Alessandro lo prese e mi sferrò un paio di colpi sulla ...
... schiena. Ma la pressione dei colpi fu poco più di una carezza. “Con più forza, Alessandro! Colpisci con più forza sul culo o la tua cagnetta non ti ubbidirà”. Dopo un istante di esitazione assestò, finalmente, un paio di frustate che mi fecero gridare di dolore. Avevo la fica bagnata fradicia per l’eccitazione. “Spogliati Alessandro e continuiamo il gioco” gli ordinai. Mi slacciai il reggiseno e restai solo con le calze autoreggenti e la mia coda. “Ed ora porta ancora un po’ a passeggio la tua cagnetta indisciplinata in calore”. Mentre percorrevo nuovamente il corridoio a quattro zampe sentivo ora le mie mammelle penzolare ad ogni movimento ed il mio giocattolo sessuale che sosteneva la coda stimolare il mio orifizio anale procurandomi piacere. Alessandro mi camminava a fianco reggendo il guinzaglio; il suo cazzo, non ancora completamente duro, era enorme ed a pochi centimetri dal mio viso: che voglia di prenderlo in bocca e succhiarlo. Lo avvertii più determinato e meno nervoso ed impacciato non so se per una rassegnata decisione a recitare il ruolo che gli avevo assegnato o per un’accettazione serena a sperimentare il gioco erotico. Ritenni fosse giunto il momento di osare ancora di più e di mettere in scena il pezzo forte dell’intera farsa che mi ero inventata. A metà corridoio mi fermai, allargai le cosce il più possibile ed urinai sul pavimento bianco in marmo. “Che cagnetta disobbediente hai Alessandro. Sai come vanno punite le cagnette ribelli come me?” Alessandro mi ...