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Nel nome del piacere (capitolo 2)
Data: 03/01/2021, Categorie: Etero Autore: Candido1967
... guardò stupito senza rispondere. “Metti il muso di questa cagnetta nel suo piscio; poi picchiala dicendole di non farlo più”. Sentii la mano del mio amante padrone spingere sulla mia nuca. Il mio viso venne premuto sulla pozza di urina che bagnava il pavimento. Alessandro continuava a premere con decisione tanto che dovetti fargli un cenno per convincerlo a lasciare la presa e per non soffocare nella mia pipì! “Ora colpiscimi!” Prese il frustino e mi sferrò un paio di colpi decisi sulle natiche e sulla schiena. Gridai dal dolore ed avvertii che questa volta i colpi avevano lasciato il segno. Infatti Alessandro, con tono di voce preoccupato, mi disse “Scusa Lorenza, mi sono lasciato prendere la mano. Ti ho ferita” e subito allarmato mi chiese “Dove hai del disinfettante” Risi fra me di quella sua preoccupazione e realizzai di avergli assegnato una parte che non era assolutamente la sua. “Non preoccuparti delle mie ferite” gli dissi “e scopami non ne posso più. Ho la fica allagata dalla voglia di farmi sbattere dal tuo cazzone. Monta la tua cagnetta in calore Alessandro”. Mi inginocchiai e gli presi il cazzo in bocca per farglielo diventare duro. Appena lo sentii pronto mi rimisi a quattro zampe e gli porsi un morso in gomma. Alessandro mi mise la pallina in bocca ed allacciò il morso dietro la mia nuca. Poi lo sentii alle mie spalle. Spostò di ...
... lato la coda che mi penzolava fra le gambe, passò un dito sulla mia fica sentendola bagnatissima. Avvicinò il cazzo e lo fece scivolare dentro. Si fece strada fino a toccare con la punta l’utero. Poi iniziò a spingere ed a menare colpi senza pietà. Mi sentii spaccare la fica. Senza il morso avrei gridato per il piacere. Invece guaii gemiti soffocati e rantoli schiumando saliva come una cagna rabbiosa. Alessandro mi stappò con un movimento secco la coda lasciando il buco del mio culo dilatato. Continuò a scoparmi in fica senza sosta mentre io speravo, pur temendo la cosa, che sfilasse il suo mastodontico uccello dalla mia fessura anteriore per infilarlo nella mia apertura posteriore dilatata dal dildo che avevo tenuto in culo fino a quel momento. Ma lui continuò a montarmi in modo rabbioso, senza mai fermarsi un istante ed appoggiandosi interamente con il corpo sulla mia schiena, palpandomi le tette con entrambe le mani eccitatissimo. Ben presto l’estasi si fuse al tormento dovuto ai colpi ricevuti poco prima; Il corpo di Alessandro, incollato al mio, con la sua pressione riusciva a mitigare il dolore di quelle ferite. Il suo ciclopico cazzo che trivellava senza sosta la mia passera leniva ulteriormente la pena. Venni un paio di volte prima di sentire il mio amante emettere un grugnito ed il suo seme caldo colare nel profondo del mio ventre. .