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Le avventure di Laura, la moglie cagna. (1a parte)
Data: 08/01/2021, Categorie: pissing, Autore: Henry Chinasty
... stava contraendo l’ano e stringendo le chiappe intorno al mio cazzo. Stava impazzendo, era in preda a spasmi. Poi finalmente smise. Prese a turno i ragazzi in bocca e li pulì dai residui di sperma. Loro erano a dir poco sconvolti, disorientati, non sapevano cosa fare. Laura senza voltarsi mi disse: “Amore vienimi nel culo dai! Non ce la faccio più!” “No, io e te finiamo da soli” Risposi. Poi smisi di incularla e lo tirai fuori. Guardai i ragazzi e gli dissi: “Ok, siete stati molto bravi, vi ringraziamo entrambi. Partiamo Domenica sera, se ci dovessimo rincontrare prima non fatevi problemi ad avvicinarci, siamo allo Stella Marina. Ora però sciogliete le cime e lasciateci finire da soli”. I ragazzi annuirono, ci ringraziarono, sciolsero i pedalò e se ne andarono. Laura era rimasta a pecorina e io dietro di lei. Li guardammo allontanarsi poi io la aggirai, le porsi la mano e la feci alzare. Solo in quel momento riuscii a guardarla in faccia. Era conciata malissimo. Aveva i capelli ancora bagnati che puzzavano di piscio, aveva sperma ovunque, le colava dalla fronte, sulle guance, in un occhio. Intorno alla bocca era completamente bianca. Sotto lo sperma ancora denso e caldo aveva quello secco della prima sborrata di Luca. Neanche una gangbang con un gruppo di sessantenni Tedeschi sarebbe riuscita a ridurla così. La guardai a lungo e questo la insospettì. “Che c’è, ti faccio schifo?” “Macchè! Ti vorrei sempre così. Sdraiati, voglio scoparti”. Mi sdraiai sopra di lei e le entrai ...
... dentro. Era bollente e bagnatissima. Il cazzo scivolava come fosse immerso nell’olio. Stavo per godere e lei voleva farmi venire. “Baciami amore, sono tutta sporca, puliscimi. Leccami amore. Voglio essere la tua puttana, voglio fare tutto quello che vuoi, farei di tutto per farti godere”. La baciai, la leccai in faccia e sul collo, era come se avesse un velo bianco sul viso. Un velo salato, un sapore acre e pungente. Sapeva di troia, la mia troia. Le nostre lingue turbinavano, ogni volta che si sfregavano potevo sentire il seme che le era rimasto in bocca. Mi staccai e la guardai, lei sostenne molto intensamente il mio sguardo, aveva un’aria compiaciuta, sapeva che quella era stata senza alcun dubbio la sua migliore interpretazione. Il suo capolavoro. Si era fatta dominare, umiliare, pisciare, sputare e sborrare in bocca da due sconosciuti. Era una maschera di secrezioni maschili. Si era fatta degradare e l’aveva deciso lei, era stata lei a dirigere quell’incredibile spettacolo ma l’aveva fatto solo per me, perché godeva come una cagna nel mostrarsi puttana ai miei occhi. Aveva capito che scoparla soltanto non mi bastava più, volevo che la scopassero tutti, volevo vederla dominata, sottomessa e umiliata. Volevo che fosse disponibile a chiunque, se solo io l’avessi voluto. Doveva essermi complice nel rendersi mia schiava e goderne e le piaceva terribilmente farlo. Venni, la scopavo sempre più forte mentre le schizzavo dentro, lei se ne accorse, strinse le gambe intorno alla mia ...