1. Le avventure di Laura, la moglie cagna. (1a parte)


    Data: 08/01/2021, Categorie: pissing, Autore: Henry Chinasty

    ... le vedevo le cosce. Dopo un paio di volte mi diventò duro e iniziai a metterle la mano sotto al vestito, accarezzarle le chiappe e infilarle il dito medio tra le cosce. Lei mi sorrideva, vogliosa, volevo portarla in bagno e lei si fece portare in bagno. Quello degli uomini. Entrai prima io, per vedere se c’era qualcuno. Nessuno, perfetto. La chiamai con un cenno, lei entrò trafelata. La spinsi nel cesso e chiusi a chiave il battente. Non era una porta, chiunque avrebbe potuto vedere quattro piedi o due piedi e due gambe in ginocchio in quel cesso. Ancora meglio. La sbattei al muro, le alzai la gonna e le tirai via le mutande. Lei era eccitatissima e anche un po’ spaventata ma le piaceva, le piaceva da morire quella situazione. Mi inginocchiai e la leccai. Inutile, era già zuppa. Tornai su, la baciai e mentre la baciavo tiravo giù la zip e sbottonavo le mutande. La scopai come un animale, per un bel po’. Lei ansimava, faceva rumore, io le tappavo la bocca con la mano ma lei mi leccava nel palmo, mi guardava negli occhi e ansimava più forte. Stava cercando di attirare l’attenzione. La amavo. Le tolsi la mano dalla bocca, lei sorrise come una porca. voleva due cazzi. La baciai. Poi uscii e la feci girare, io in piedi contro il muro e lei a novanta gradi davanti a me, faccia alla porta. Era libera di ansimare quanto voleva e lo fece. Era pronta, dovevamo solo scopare e aspettare che arrivasse qualcuno. Dopo poco bussarono, una voce chiese: “Tutto bene?”. Lei si girò, mi ...
    ... guardo eccitata ed io le dissi di aprire. Obbedì. Fece capolino un tizio col berretto da baseball, bruttino, secco secco, sui 40. Lei era a pecora, ansimava mentre io la sbattevo. Lui si affacciò a guardarla, lei gli prese la mano sinistra per vedere se avesse la fede e poi lo trascinò nel cesso. Non lo fece neanche parlare, non lo guardò nemmeno in faccia. le serviva solo il suo cazzo. In un batter d’occhio gli aveva già calato i pantaloni. Il cazzetto era ancora moscio, il tizio probabilmente era molto più spaventato che eccitato. Lei lo prese in mano, lo soppesò e lo fece rimbalzare sulle dita. Lo leccò lentamente mentre lo teneva in mano. Poi finalmente alzò lo sguardo verso l’inserviente e con quella faccia da mogliettina modello gli disse: “Guarda che non te lo mordo, al massimo te lo succhio” e se lo prese in bocca, ancora moscio. Succhiava con tale voracità che vedevo rientrare le guance tra gli zigomi e la mascella. L’inserviente prese la testa di Laura con entrambe le mani, il cazzo gli si stava ingrossando a vista d’occhio. A un tratto prese a scoparle la bocca. Laura era incastrata in un cesso pubblico, bloccata tra me che la scopavo da dietro e lui che le scopava la bocca da davanti. Si mise comoda, gli poggiò le mani lungo i fianchi e si lasciò palleggiare avanti e indietro dai nostri cazzi. Venne gemendo e stritolandomi il cazzo. Non so come riuscii a non sborrare. Dopo neanche sei minuti il tizio urlava dal piacere. Mia moglie si era staccata da me e si era ...
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