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Le avventure di Laura, la moglie cagna. (1a parte)
Data: 08/01/2021, Categorie: pissing, Autore: Henry Chinasty
Eravamo in vacanza in Salento, eravamo sposati da due anni, eravamo partiti con una coppia di amici di lunga data, era il quarto giorno che stavamo lì. Fu il pomeriggio più emozionante, eccitante, memorabile della mia vita. Laura, la mia ex moglie purtroppo, aveva 32 anni, io ne avevo 34. Lei era bellissima, capelli biondi, ondulati, lunghi quasi fino al culo. Un culo fantastico, sporgente e sodo ma anche leggermente burroso. Era il mio culo preferito, adoravo infilare la faccia tra le sue chiappe, mentre era sdraiata a pancia in giù e strofinare il naso tra le labbra dando di tanto in tanto qualche colpo di lingua per farla bagnare. Aveva già a 32 anni delle bellissime gambe da donna, modellate dai tacchi e dal tempo. Gambe seducenti e molto femminili. Non aveva il seno grande ma era perfettamente proporzionato al suo corpo. Poggiava sull’addome con grande eleganza e le stava benissimo. Occhi verdi, molto dolci. Sguardo intenso, naso perfetto e un bellissimo sorriso. Nel complesso era la giusta via di mezzo tra una donna in carriera, ambiziosa e sicura di sé e la classica giovane mogliettina fedele e pudica, biondina, simpatica ma tutt’altro che porca. Niente di più sbagliato. Era, ed immagino sia tutt’ora, molto, ma molto porca. Siamo stati insieme in tutto quasi 19 anni. A letto vivevamo di fantasie, scopavamo tanto, spesso e molto a lungo. Ci piacevano i nostri corpi, ci arrapavano, ci saltavamo addosso. Le pensavamo tutte e piano piano iniziammo a metterle in pratica, ...
... una dopo l’altra. In quel periodo, che durò circa 5 anni, ci piaceva particolarmente fantasticare sulle scopate in pubblico e su eventuali intrusi. Sempre uomini. Io le dicevo che volevo scoparla a pecora, sul cofano della macchina, nel bel mezzo di un parcheggio e se fosse arrivato qualcuno avrebbe dovuto prenderglielo in bocca. Chiunque, “negrone” di 23 anni palestrato con 32 centimetri di nerchia o vecchio sessantenne arrapato e avvizzito. Credo che lei immaginasse il “negrone” perché ogni volta che le dicevo cose così mentre la scopavo mi veniva sul cazzo stritolandomelo talmente forte che avevo paura che me lo staccasse. Avevamo già cominciato a passare alle prove pratiche, con un discreto successo. Mi aveva già svuotato con la bocca in un multisala semi deserto nel bel mezzo di un film noiosissimo. Si era fatta sbattere da dietro, completamente nuda, di prima mattina, sul terrazzino di un agriturismo durante un weekend romantico, tra l’altro, in quell’occasione furono spettatori una coppia di turisti Tedeschi che non avevano meno di 75 anni, facevano colazione sul terrazzino dirimpetto e bisbigliavano e ridevano tra di loro mentre ci guardavano. Pochi mesi dopo e più o meno un anno prima dell’episodio del pedalò, l’avevo già vista prendere in bocca il cazzo di un altro, per davvero. Era inizio Settembre, eravamo al centro commerciale, non c’era quasi nessuno, lei aveva un vestitino non troppo corto ma largo ed era una giornata ventosa. Ogni tanto le si alzava la gonna e ...