1. Il secondo anno di università (2) susanna


    Data: 12/01/2021, Categorie: Etero Autore: ilromantico73

    ... pelle dal cazzo, era strettissima e per nulla scivolosa, mi vennero quasi le lacrime dal dolore. Lei urlò, forte. Cercava di tirarsi sulle punte per non farmi entrare così a fondo, per sottrarsi, ma ero più alto di lei per cui era impossibile, entrai tutto, avrei infilato anche le palle se fosse stato possibile. L’agguantai per le grosse poppe artigliandole i capezzoli e presi a incularla selvaggiamente. Urlava, piangeva, mi offendeva dicendo che ero uno stronzo, un pezzo di merda. Aveva ragione, ma lei non era da meno visto che si scopava il fidanzato della figlia senza troppi rimorsi, per cui aumentai ulteriormente il ritmo, ormai non riusciva nemmeno più a contrarre l’ano da quanto l’avevo sfondata e stancata, con due ultime potenti spinte di reni le sborrai l’anima, la rabbia, le offese e i dispiaceri a fondo nel suo intestino. Rimasi dentro di lei finché non mi si ammosciò ed esausto mi sedetti per terra sul piatto della doccia. Le vedevo l’ano orrendamente dilatato dal quale scendeva un rivolo rosa, evidentemente il mio sperma si era mescolato a del suo sangue. Forse avevo esagerato, ma era quello che si meritava e che mi meritavo anche io, avevo il cazzo in fiamme dal dolore. Anche lei si sedette per terra, fra le mie gambe e appoggiandosi sul mio petto
    
    - Sei un bastardo, mi hai fatto malissimo – avrei voluto scusarmi ed invece
    
    - Te lo meritavi, ce lo meritavamo entrambi… per quello che abbiamo fatto a Francesca – rimase in silenzio per qualche secondo e ...
    ... poi
    
    - Hai ragione
    
    Si girò verso di me e mi baciò in bocca, ma non con quella passione che la contraddistingueva, con una delicatezza che non le avrei mai riconosciuto, come una sorta di tranquilla rassegnazione tipica di chi accetta un castigo meritato. Ci sciacquammo e ci rivestimmo, Susanna poco prima di uscire mi disse:
    
    - Ma dato che ormai non state più insieme non è che una volta ogni tanto posso passare a trovarti? – non sapevo cosa rispondere, se da un lato mi faceva un gran sesso dall’altro non riuscivo a superare il disagio di scoparla
    
    - Se porti anche tua sorella – replicai tra il serio e il faceto
    
    - Chissà?! – concluse con quegli occhi furbi e se ne andò
    
    La sera al pub fui un disastro, ero tritato dalla stanchezza e distratto, con la testa a quello che era successo e feci un errore dietro l’altro, Katia non faceva che cazziarmi ed io non facevo che sbagliare di più messo sotto pressione. Verso le 3:00 di notte iniziammo a chiudere e subito Katia mi prese in un angolo:
    
    - Ma si può sapere che hai? Avevi iniziato a prendere un buon ritmo, ed oggi che è la serata più importante hai fatto un casino dietro l’altro
    
    - Hai ragione Katia, scusami ma è stata una giornataccia, ti prometto che non succederà più
    
    - Che avrai mai combinato per essere ridotto così? – mi disse in tono sornione ammiccando un mezzo sorriso – problemi di donne?
    
    - Più o meno – cercai di rimanere sul vago
    
    - Ma non hai detto che ti eri lasciato?
    
    - Sì, ed è vero, infatti non era ...
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