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Valentina nel Paese delle meraviglie
Data: 17/01/2021, Categorie: Etero Autore: Teacher
... accompagnando come un maestro: �Come devo fare? Ma è davvero questo che vuoi? Devo farmi scopare da uno sconosciuto?�. C�ero già. V o l e v o farmi scopare da uno sconosciuto. La mia sedia era bagnata dei miei umori e dentro di me sentivo già gli affondi del coito. La tua risposta è stata semplice: �Si�. Pausa. �Devi imparare che puoi osare, che questo ti renderà superiore e padrona della sessualità tua e degli altri.�. Pausa. �Voglio che tu cresca, prima di essere pronta per me.�. Pausa. �Averlo è facile, mentre si avvicina alzati lentamente continuando a guardarlo, e avviati verso la toilette. Verrà con te.�.Mi è sembrato normale. Eri già il mio maestro. In un�ora hai cambiato la mia vita. �Va bene, vado�, ti ho detto. Mi hai salutata: �Ciao Valentina, sarò qui al tuo ritorno. Vorrò un racconto completo del tuo pomeriggio.�.Sono uscita. Ho lasciato il computer acceso e la chat aperta, volevo andare, mettermi alla prova e tornare a raccontarti quanto ero stata brava. Per la nuova me ho scelto un mezzo nuovo, da poco nella mia città c�è il tram, tra l�altro è più grande di un autobus e può contenere un intero gregge di potenziali prede. Ero in caccia, eccitata e impaurita nello stesso momento.Avevo il biglietto, ne ho sempre, in una città di medie dimensioni si viaggia bene con i mezzi pubblici. Un leggero vento faceva inturgidire i miei capezzoli ancora di più nella breve attesa alla fermata, un paio di adolescenti seduti sulla banchina non riusciva a staccare gli occhi ...
... dal seno che sollevava la mia camicetta. Due! Bene, ottimo inizio.Adesso sono qui. L�autista mi guarda mentre il tram rallenta, i suoi occhi incrociano i miei e scorrono via mentre mi supera, e poi accarezzano nello specchietto i miei fianchi, il mio culo e le mie gambe velate mentre �oblitero il documento di viaggio� e mi allontano ancheggiando lievemente. La sento, la sensazione di potere. Sto ipnotizzando un uomo dopo l�altro. Quel pensionato con gli occhi sgranati è perso nella trasparenza della mia seta. Questo impiegato che sto quasi toccando ha fatto il contorsionista per evitare di sfiorare il mio gluteo con il suo bacino, mentre passo lungo il corridoio senza minimamente dare segno di volerlo evitare. I due ragazzi, adesso seduti davanti a me, ora si danno di gomito e sbirciano l�orlo delle autoreggenti che occhieggia dal margine della gonna. Mi sento porca, e mi sento grande, come se il limite del mio corpo fosse diversi centimetri oltre la mia pelle.Inizio. Bell�uomo, sulla trentina. Assorto nella lettura del giornale. Fisso il suo volto. Bastano pochi secondi: alza gli occhi, guarda nella direzione del movimento, poi si gira e vede il mio sguardo. Non riesce a non trasalire, fa finta di nulla e abbassa nuovamente il capo sul giornale, ma me ne sono accorta. Sorrido dentro di me mentre lo vedo alzare gli occhi e cercare velocemente i miei, prima di guardare di nuovo in un�altra direzione. Funziona!Questa volta però faccio finta di nulla, il mio sguardo lo attraversa ...