1. Valentina nel Paese delle meraviglie


    Data: 17/01/2021, Categorie: Etero Autore: Teacher

    ... come fosse un�immagine pubblicitaria sul finestrino. Torna al giornale, sbircia, torna al giornale, ma lo ignoro e gli lascio il tarlo del dubbio. Siamo a cinque! Cinque maschi che questa sera potrebbero masturbarsi pensandomi. E� una sensazione grandiosa!Siamo in centro, scendo. C�è un caffè storico, molto bello. Tanto vale iniziare in grande. Mi siedo a un tavolo in un angolo, ordino qualcosa di fresco. Al cameriere non sfugge la mia scollatura. Sei! Mi guardo intorno compunta. Sparse tra i tavoli diverse persone, assorte in conversazioni apparentemente riservate o immerse in documenti da esaminare prima di chissà quale riunione. Vedo una coppia in cui la conversazione langue, a qualche tavolo di distanza . Lui è quasi nella mia direzione, lei è di spalle. Perfetto! Lascio che le mie gambe si aprano un po�, è in favore di luce, la cosa potrebbe aiutarmi. Arpiono i suoi occhi e lo guardo fissa.Quando finalmente mi vede, le sue pupille si allargano. Ha avuto una scossa. Riporta il suo sguardo verso la sua compagna ma ogni pochi secondi si gira a guardarmi. Il mio sguardo è fisso sui suoi occhi e lui sta palesemente perdendo la concentrazione, finché lei se ne accorge e si gira. Faccio in tempo a ricompormi, ma con la coda dell�occhio vedo il calcio che arriva sulla sua caviglia. Dentro di me sto trionfando. Mi alzo, pago con qualche moneta e uno sguardo complice alla cassiera che ha visto tutto.Passeggio con calma, c�è un nuovo wine bar, raffinato, dove non sono mai entrata. ...
    ... Cinque o sei maschi si voltano contemporaneamente al mio ingresso. Questa volta è troppo per me: mi sembra la vasca degli squali, una botta di adrenalina mi ghiaccia la pelle e mi infiamma là in basso. Cavoli cavoli non ce la faccio. Bevo al banco un bicchiere di minerale ed esco, senza guardare nessuno. Mi fermo davanti a una vetrina, recupero la calma, respiro a fondo e questo contribuisce inaspettatamente alla pressione che sento sul basso ventre. Non voglio deludere ne te ne me stessa.Cammino ancora un po�, c�è un locale il cui nome rievoca un girone dantesco, mi dico: �Mi sembra adeguato per i miei scopi, non trovi?�. Non so se mi sto rivolgendo a me stessa o a te.Entro. Niente panico questa volta. Mi siedo, ordino un caffè e mi godo l�ennesimo sguardo del cameriere su ogni centimetro del mio fisico. Ma non va bene, devo essere io a riprendere il controllo. Non lo ringrazio, non sorrido, non mi volto neppure. Sto esplorando la sala. Non siamo in molti, ma all�altro capo c�è un quarantenne distinto, camicia bianca senza cravatta, giacca leggera aperta, sta leggendo il giornale, forse si sta rilassando dopo un incontro di lavoro� Sento umido e caldo tra le gambe. Prendo tra le mani un menù: gelati, birre, cose� I miei occhi non sono sulle pagine, sono sul volto del mio bersaglio sconosciuto. Ecco i tuoi occhi, mi scorgi ma quasi non fai caso a me, torni a fissare le pagine. Ma eccoti! Di nuovo, poco più a lungo. Ancora le pagine, poi ancora me. Gli intervalli si fanno più ...
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