1. ...e fu la prima volta


    Data: 22/01/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: pentesilea12

    ... collant e le mutande in una volta sola, col piede gli accarezzo il cazzo che, sempre duro, esce dai pantaloni, gli slaccio il bottone e gli abbasso con i piedi i calzoni che lui si toglie, si abbassa ed affonda la testa tra le mie gambe, la mia figa è calda, bagnatissima, il clitoride sensibilissimo e quella lingua mi fa impazzire, intanto infila un dito in figa e poi due…mi fa un po’ male ma lui continua, ci sputa sopra e così dopo un po’ mi fa esplodere di piacere e beve tutti i miei umori. I vetri sono appannati e la mia passera dolente, alzo gli occhi e vedo il suo cazzone, lo stringo tra le tette, lui si muove ritmicamente, il fluido che esce lubrifica ben bene, ansima…si inginocchia su di me, se lo mena e un fiotto di sborra caldo sgorga e mi schizza sul collo e sulla faccia, cola lungo il collo e si raffredda. Mi passa un fazzolettino e mi asciugo. Inizia a rivestirsi e così faccio io. Non parliamo, non diciamo nulla, ci sistemiamo, accendo il motore e mi avvio…il silenzio inizia ad essere imbarazzante, così il Biondo per rompere la tensione mi accarezza la coscia provocandomi di nuovo brividi per la schiena. Siamo arrivati, mi saluta con distacco, so che non lo rivedrò più. Mi sento un calore tra le gambe, penso sia il mio desiderio, invece arrivata a casa mi accorgo che è sangue…e dire che non ho sentito male, ho provato piacere!
    
    Come presagivo il Biondo non si fece più sentire ed io nonostante la tentazione non lo chiamai…chissà il Rosso…ci sarà rimasto ...
    ... male.
    
    Ormai era passato un mese e non incontravo più né il Biondo né il Rosso sul treno.
    
    Un pomeriggio scesa dal treno che diluviava mi affrettavo ad andare alla fermata dell’autobus ma…..
    
    ……
    
    “cavoli!” mi passa davanti il bus. Non mi resta che aspettare , piove e fa freddo ma ho l’ombrello, certo che è lunga prima che arrivi il prossimo. Mentre attendo passa il Bruno che mi riconosce e si ferma. Appena apprende che devo aspettare sotto l’acqua gentilmente mi invita ad aspettare a casa sua che è proprio lì vicino. Accetto. Ha un modo di fare conturbante, autoritario e gentile. Mi fa accomodare in salotto, mi prepara un bel the caldo e mi offre dei biscottini che sembrano apposta lì…”è una tecnica per ammaliare le ragazze” dice scherzando ed intanto spegne la luce centrale ed accende una piccola lampada da tavolo che emana una luce soffusa. Mi avvicino alla finestra per guardare se spiove e lui si posiziona alle mie spalle e inizia a massaggiare il collo, le braccia, le spalle che, dice lui, sono tutte contratte. Questo gesto lo trovo molto eccitante e così mi rilasso e mi spingo indietro contro di lui, mi irrigidisco, sento un duro che mi batte sulla schiena, mi passa le mani tra i capelli, mi gira e mi bacia dolcemente succhiandomi il labbro inferiore. Mi porta sul divano e continua ad accarezzarmi con un dito il collo, il decolté e poi i seni…ha un tocco speciale, le mani continuano a lavorare e senza che neanche me ne accorga mi ritrovo le tette di fuori, lo lascio fare, ...