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Io Sono Elbe |4| Le Luci della Città
Data: 27/01/2021, Categorie: pulp, Autore: Cigno
... mai dovuti accadere. Eppure, non riusciva a non sentirsi coinvolta in prima persona. Si sentiva parte di tutto quello. Lei voleva essere protagonista di quell'evento. Studiò la poesia per tutta la notte. Avrebbe avuto tutti gli elementi a sua disposizione, certo... Se fosse stata davvero Elbe! Tuttavia, lei era soltanto la sua psicoanalista. Credeva di essere arrivata ad un vicolo cieco. Una strada impraticabile. Cleopatra era stata cauta nel celare gli indizi che portavano a lei. Erano sufficientemente criptati per impedire a chiunque non possedesse la chiave di ottenere risposta. Cosa poteva sfuggirle, dunque? Si era sempre considerata una profonda conoscitrice delle abitudini e della mentalità di tutti i suoi pazienti, tuttavia si domandò se questo bastasse a risolvere gli indizi. Se anche ci fosse riuscita, non credeva di avere il coraggio per farlo. Non credeva sarebbe davvero partita. Non pensava si sarebbe ritrovata in un treno, in viaggio lungo le campagne tedesche, a conversare con uno sconosciuto. Le tornarono in mente alcuni pensieri. Essere capaci di gestire le persone, piegandole al proprio volere. Essere capaci di celare la propria identità. Essere in grado di vivere le storie costruendosi attorno un alone di mistero. Ripensò ai personaggi di Elizabeth. Ripensò alle proiezioni, usate come meccanismo di difesa. Tali pensieri condussero ad una catalisi delle azioni, producendo effetti che nella mente di Alice erano totalmente inesplorati. Decise di condurre il ...
... gioco che si stava svolgendo. Volle sperimentare in prima persona. “Io sono Gaia.” disse lei, stringendo la mano di Norman. Nel momento stesso in cui pronunciò quel nome, la schiena iniziò a vibrare. “Nome evocativo, per una Eurasiatica. E' un viaggio di piacere?” chiese Norman, pacatamente. “Viaggio e basta.” rispose Alice, prudente. “Risposta interessante. Scusi se appaio invadente, ma l'ho vista prima osservare quelle campagne. Da ciò che vedo, mi sembra che sia la sua prima volta in Germania. Dico bene?” disse Norman. “Non sbagli.” disse Alice, quasi sorpresa da quello strano approccio. “Di solito, i viaggiatori sono diretti verso una meta. Lei, sebbene sembri una viaggiatrice, non sembra essere diretta in un luogo specifico. Spero che la mia domanda non Le crei turbamento e se non vorrà rispondermi la capisco: Cerca qualcosa o è in fuga da qualcosa?” domandò Norman. Alice osservò meglio l'uomo che si trovava di fronte. Quali possibilità c'erano di intavolare una discussione di quel genere, in quel luogo, in quella circostanza? “Definisci 'qualcosa'.” rispose Alice. “Non penso che questo 'qualcosa' sia effettivamente tangibile. Magari è 'qualcosa' che non sa. Magari il vero gusto del viaggio risiede nello scoprirlo...!” disse Norman. “E' una domanda che rivolgi a tutti i passeggeri al fine estrapolare qualche strano dato statistico, per caso?” fece lapidaria Alice. Norman sorrise. Il carattere coriaceo della donna lo affascinava sempre di più. “E' una domanda che rivolgo ...