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Il venditore di borse
Data: 28/01/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: MariaLuisa
Questo è accaduto l’anno scorso ad agosto quando eravamo ad Jesolo. Erano circa le 17, eravamo in spiaggia, quando si avvicinò ai nostri lettini un venditore ambulante della Costa d'Avorio, un bellissimo ragazzo sui vent'anni, in Italia da poco, che parlava con difficoltà l’italiano. Voleva vendermi delle borse tarocche, ma io più che le borse ammirai il suo fisico: alto e snello, denti bianchissimi, muscolatura lunga, movimenti flessuosi. Trattai un po' con lui per l'acquisto di un finto bauletto Vuitton, non perché non volessi acquistare la borsa, ma solo per trattenerlo un po', dato che una strana idea cominciava a frullarmi in testa. Cominciai a spostare leggermente il reggiseno del bikini, in modo da far vedere un capezzolo, finsi di avere un improvviso prurito al pube, per cui mi grattai proprio la figa: vedo che il giovane comincia a strabuzzare gli occhi, mentre il davanti dei suoi calzoncini si ingrossava. Capi di piacergli: chissà da quanto tempo non chiavava una donna oppure una femmina non gli faceva un pompino. Gli comperai la borsa. Erano ottanta euro, poi gli chiesi se non aveva altri articoli da farmi vedere, magari stasera a casa…Lui capì al volo, annuì e mi confermò, mentre mio marito mi guardava un po’ stupito, che sarebbe stato da noi verso le 21.00. Quella sera, salita dalla spiaggia mi feci una bella doccia, mi passai la crema idratante su tutto il corpo e, sapendo quello che avevo architettato di fare, mi cosparsi con il lubrificante ...
... intimo sia la figa che il buco del culo, per preparare adeguatamente i due buchi. Dopo cena, verso le 21.10, il giovane di colore, Ismael era il suo nome, si presentò al cancello della villetta, con sulle spalle un lenzuolo bianco, carico delle sue borse tarocche: si era cambiato d’abito, indossava una T-shirt candida ed un paio di calzoncini corti.. Lo feci accomodare in soggiorno, mentre tu dalla poltrona guardavi e quasi non fiatavi. Lui stese sul pavimento il suo lenzuolo, mettendo in mostra la sua merce… Ma io ero già eccitata, tra le cosce sentivo che iniziava a colare il mio miele trasparente, simile alla chiara d’uovo, e sentivo che non resistevo più: volevo la merce che lui aveva tra le gambe. Mi avvicinai a lui e posi la mia mano sul suo pacco: all’interno della patta dei calzoncini sentii una specie di pitone avere un sussulto. Allora gli tirai subito giù la zip dei calzoncini: non portava slip perché il suo cazzo, nero e dalla cappella rosata, uscì fuori subito, ancora semieretto. In quelle condizioni gli arrivava sino a metà coscia! Lo presi tra le mani ed iniziai ad accarezzarlo: il cazzo a quel punto sembrò prendere vita propria, e cominciò a irrigidirsi progressivamente, allungandosi davanti al pube del ragazzo come un gladio romano, la spada delle coorti romane. La sua asta si marezzava via via mano a mano che il cazzo si induriva, evidenziando sul dorso dell’asta le vene che si gonfiavano di sangue, mentre – grazie alla circoncisione che ...