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Chi troppo vuole, nulla stringe
Data: 29/01/2021, Categorie: Etero Autore: belvin
... già da tempo messo gli occhi, da diversi mesi, avendo fra l’altro ricevuto segnali praticamente inequivocabili in altre occasioni… Riprendiamo a baciarci, ma mentre accenno a richiederle di appartarci riceviamo la visita del mio collega che richiamandoci all’ordine ci conduce dentro con la compagnia! Dopo un po’ mi trovo sul divanetto del tavolo da solo, sorseggiando un drink. Vengo avvicinato da una sconosciuta da una possibile mamma di un qualsiasi mio coetaneo, la quale dopo aver ballato per circa 5 minuti lanciandomi ripetute occhiate si siede a fianco a me. Mi chiede: dov’è la tua fidanzata? Trattengo le risate al massimo, ma è più forte di me e mi scappa un sorriso malizioso. Situazione e metodo d’approccio esilarante, se vista dall’esterno. Sono con degli amici, le rispondo. Dopo una conversazione di veramente basso profilo senza contare il volume della musica, mi ritrovo questa piacevole donna (direi sopra i 45) avvinghiata al collo, cavalcioni sulle mie gambe. Agitato ed irrigidito come il primo giorno di scuola, mi lascio condurre dagli eventi riuscendomi ad accordare per appartarci. Ci avventuriamo alla ricerca dell’uscita divincolandoci fra la folla a ragionevole distanza; all’esterno del locale scopro che la mia compagnia si era disunita: due macchine erano già partite. Due opportunità: 1) rimanere con la predatrice, che era in macchina con le amiche, per rimanere a piedi a oltre 20 km da casa sui colli senza mezzi e con nemmeno troppi soldi nel ...
... portafoglio; 2) tornare in macchina con le due restanti della compagnia iniziale. Preso da un lume di razionalità, optò per la seconda e mi avvio verso casa; fortunatamente colei che guidava era la stessa con cui mi ero rimasta fuori dopo il bacio a tre. Durante il tragitto vengo travolto da frecciate e battute ripetute a cui, dato l’evidente stato di eccitazione ormonale, ho cercato di rispondere anche con un po’ di malizia, provando a gettare le basi di un possibile epilogo della serata. Lasciata a casa l’amica, rimaniamo finalmente soli. Ore 04.51. Nonostante l’alterazione alcoolica (solo mia) non sono riuscito a proferire parola per qualche minuto sopraffatto da un timidezza che mi irrigidiva, mischiata ad una forte eccitazione sessuale. Lei prova a sbloccare la situazione con un: quindi? Brevi chiacchiere di circostanza, decido di porre la domanda che mi frullava in testa da almeno 7 minuti: hai il preservativo? Risposta, no. Non dico niente ma il mio sguardo è sconsolato, lei lo nota e mi fa: che problema c’è? Ti faccio un pompino, tanto poi noi ci dobbiamo vedere anche domenica prossima a cena, magari ci organizziamo meglio. Propongo di salire in casa da me, dove avrei avuto i preservativi, ma lei non acconsente e parcheggia in una zona appartata a 5 minuti a piedi a casa mia. Vinciamo la timidezza del dopo aver spento il motore la macchina e iniziamo a baciarci e sfiorarci il corpo a vicenda; provo a slacciare il bottone dei suoi jeans ma ...