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La prima volta con annie
Data: 11/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: Honeymark
... astratta di concetti da veicolare al cervello tramite la tastiera di un computer... L’urlo, la passione, il dolore, l’eccitazione... Il bisogno di lasciare un segno. La necessità di recuperare il tempo perduto… Lo sbocco naturale di una relazione nata quasi un anno prima, alla sua immacolata assunzione. Quando venni eravamo abbracciati in un modo del tutto innaturale, come erano innaturali segni che ci eravamo lasciati nelle parti più delicate, così come era innaturale l’intensità della passione e dell’amore che ci aveva scatenati. Divenimmo amanti. Lei mi impose la condizione della massima riservatezza e la promessa che in ufficio non avrei fatto nulla. Assolutamente. Mai. Nessuno doveva neppure lontanamente immaginare che tra noi ci fosse qualcosa. Quindi dovevo continuare a farle i complimenti dell’uomo galante che non si spinge oltre le belle parole. Se in ufficio continuavamo il gioco delle parti, decidemmo di incontrarci ogni mercoledì sera nel mio riservatissimo piéd à terre, di cui le avevo dato la chiave. In più, ogni tanto facevamo la pausa pranzo a letto… Dipendeva dagli impegni di lavoro e dalla voglia che avevamo. E la voglia era tanta, tantissima davvero. Lei con me stava facendo un balzo avanti di maturità e conoscenza, io con lei un balzo indietro di vitalità e passione, come ai tempi dei 25 anni… La passione era davvero totale. E volle subito che facessi tutto. Parola che dice tutto, appunto, e niente. «Ti piace il pompino?» - Mi aveva ...
... chiesto una volta. «Da matti!» - Le avevo risposto. Era scontato. «Allora ti faccio impazzire…» Ogni volta che le venivo in bocca urlavo come un pazzo, come se si spaccasse l’uccello… E lei poi accucciava il viso vicino al pene sgonfio. «Posso mettertelo in culo?» - Le chiesi una volta. «Sei il primo, – mi rispose, come se non aspettasse altro. – A te l’onore.» Si mise in posizione e si lasciò guidare da me con eccitazione. Vederla nuda, sdraiata col culo a me, mi veniva voglia di venire prima ancora di averla sodomizzata… Le diedi dei mordoni al culo così invitante e poi mi disposi sopra. Le poggiai il glande all’ano e attesi che si rilassasse. Quindi spinsi il cazzo un poco, ma sentendo che era recettiva, lo spinsi dentro di lei, che vi sdrucciolò fino in fondo. In poche botte venimmo entrambi. E da allora la inculai ogni volta. Mi piaceva incularla, le piaceva essere inculata. Non è volgare l’uso di questa parola, perché esprime proprio il vero senso del mio possesso e della sua sottomissione. Mi era stato facile infilarglielo perché aveva sognato da te come fare, cioè spingendo come se fosse in bagno. Nelle sue fantasie aveva capito che l’ano lo comandavi così… Cominciavamo sempre con lei che me lo prendeva in bocca, poi si sedeva sopra per infilarselo e poi si metteva in posizione per prenderlo in culo. E io mi appoggiavo, per poi spingerlo dentro fino a sentire le natiche appoggiate a me. Tre botte e venivamo entrambi… Un giorno cominciammo a ...