1. La prima volta con annie


    Data: 11/02/2021, Categorie: Prime Esperienze Autore: Honeymark

    ... chiacchierare per parlare dei nostri sogni erotici. Quelli irrealizzabili, voglio dire. Il sesso ludico è quello che consente di scaricare quello reale senza fare danni. Così lei scoprì che io ero sadico e io scoprii che lei era masochista… In maniera soft, beninteso, cioè nelle tendenze che fanno parte non esclusiva delle piccole perversioni naturali che ognuno di noi porta con sé.
    
    «In effetti c’è qualcosa di immorale che mi piace…» - Le dissi, e lei notò che la sola idea di parlargliene me lo faceva crescere.
    
    «Parla.»
    
    «Mi piace mettere nel culo di una ragazza una candela, accenderla e spegnerla a cinghiate…»
    
    Mi aveva ascoltato con una faccia che dimostrava che la cosa l’aveva eccitata al punto da sentirsi alterata.
    
    Scopammo per dare vita ai nostri desideri e la cosa finì lì.
    
    Ma fu ripresa presto.
    
    Una volta portò con sé un cero di giuste dimensioni. Me lo mostrò senza dire una parola. Era da 15 anni almeno che non infilavo una candela nel culo a qualcuno. Si può immaginare cosa provai…
    
    Il solo prendere in mano il cero mi aveva fatto sentire l’intero corpo informicolato.
    
    Si mise maliziosamente in posizione, perfettamente sdraiata come le avevo detto che piaceva a me, con le natiche che tendono ad allargarsi, ma non troppo. Teneva unite le gambe, distanziando solo i talloni.
    
    La massaggiai a piene mani per qualche minuto nelle parti intime e poi le poggiai la punta del cero al buco del culo. Era il nostro grande momento. Quando vidi che l’ano si ...
    ... rilassava per ricevere, spinsi dentro il cero, godendomi lo spettacolo del buco del culo che si allarga e del cero che scivola dentro. Quando arrivai a fine corsa, le presi la figa in mano e lei, quasi dando dei colpi di tosse, cominciò a venirmi in mano.
    
    Stavo proprio toccando il cielo con un dito…
    
    Era come se la felicità volesse traboccare dalla sua figa alle mie mani, il collegamento tra il dare e l’avere, la sua anima che io raccoglievo tra le mani e che mi scivolava tra le dita come acqua fresca.
    
    Un giorno, dopo averla candelata, decisi di penetrarla da dietro, infilandole il cazzo in figa fino a sentire la base del cero appoggiare al mio pube. Ora potevo spingere l’uno e l’altro.
    
    A qual punto lei venne automaticamente, facendo venire anche me a colpi di bacino.
    
    Iniziò così la fase sadomaso del nostro rapporto.
    
    Un giorno, dopo essersi fatta massaggiare per una mezzora, tenendo nel retto il cero, mi mise in mano la cinta dei pantaloni.
    
    «Frustami il culo.»
    
    «Prima ti tolgo il cero, – le dissi. – Potrei farti male.»
    
    «No, – sorrise. – Prima lo accendi…»
    
    Portai la mano al cero e lo spinsi ulteriormente dentro, piano ma con forza. Scivolò dentro per qualche altro fantastico centimetro. Lei sobbalzò di piacere, ma sbatté il bacino con minori movimenti: era impalata. Accesi lo stoppino e lei allargo leggermente le gambe, ma le presi per le caviglie e le strinsi nuovamente. Vidi la candela muoversi verso l’alto. In quella maniera le massaggiavo il ...
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