1. Profondo eros


    Data: 15/02/2021, Categorie: Etero Autore: Lucciola fra le mani

    ... tuoi riccioli, Roberta, sono tralci di vite. I tuoi occhi, due laghi al chiaro di luna, la tua bocca il bocciolo di una rosa... - Caspita come sei romantico! - E... la tua fica... In quel mentre spinse con i lombi e l'uccello sprofondò nei meandri umidi della mia carne. - AH! Adesso si. Adesso ci siamo! Grugnii. Arpionandolo con i talloni sulla schiena per sentirlo dentro il più profondamente possibile. Ma ahimè era troppo eccitato per poter durare e lo capii dalla foia che metteva nello scoparmi; perciò mi sfilai da lui e impugnandogli il cazzo glielo strinsi proprio sotto il glande, soffiandogli sopra lievemente a piccoli sbuffi come per raffreddarlo. Era bello sodo, paonazzo. Tracce dei miei umori e di cioccolato erano mescolate lungo l'asta. Una grossa goccia trasparente sbocciò dall'uretra scivolando sulle mie dita. Leccai tutto, ripulendolo, poi presi a picchiettare con la lingua la punta del glande. Lui mugolava scomposto, battendo i polpacci sul materasso. Stava di nuovo per eiaculare. - Oh! Ma che cazzo fai? Non ti azzardare a venire adesso. Ringhiai. - Che sei? Un pischello alle prime armi? Intanto continuavo a stringere e a soffiare più forte. Mortificandolo, ottenni finalmente l'effetto voluto; lo sentii ammosciarsi nel mio palmo. Sadicamente allora lo accolsi fra le labbra, sputai sul glande e ingoiai l'asta prima che morisse del tutto fra le mie mani. Dopo pochi colpi di lingua mi ritrovai di nuovo in bocca la sua magnifica verga dura come ...
    ... legno. - Adesso baciami, stupidone; gli sussurrai... - Ti concedo di venirmi dentro. L' espressione sul suo volto era un misto d'imbarazzo, desiderio e stupore. Per tutta risposta, Lorenzo cominciò a baciarmi dolcemente sul collo. Poi si protese verso di me e posò le labbra nello stesso punto. Sentii un brivido percorrermi tutto il corpo. Mi strinse il viso tra le mani e guidò la mia bocca alla sua mentre il suo cazzo scivolava nei recessi vellutati della mia fica. Sentii il calore e l'urgenza della sua lingua sulla mia. Il suo corpo mi si stava sciogliendo addosso. Il ritmato cigolio del letto era un suono molto eccitante. - Chissà cosa diranno i vicini? - Che vadano a fottere anche loro... Le nostre lingue saettavano bollenti finché, un suo morso involontario sulla mia mi significò che stava scoppiando. Bestemmiava svuotandosi di tutto ciò che aveva accumulato nei coglioni, e non solo. Mi sentivo ingravidata, tanto era lo sperma che mi stava allagando l'utero. Che grande, formidabile sensazione! Ma non persi il controllo, liberandomi del suo peso e cavalcandolo a mia volta, lo soffocai tra le mie cosce schiacciandogli la gnocca zuppa sulla faccia. - Brutto stronzo, sei già venuto?! Ora succhia e bevi. Tutto. Così. Bravo, ricordati che sei il mio schiavo. Asciugamela per bene, o ti licenzio. Hai capito?! Muto, annuì ripetutamente con il capo. Mi sentivo immensamente paga e soddisfatta del mio nuovo ruolo. Sarà dura in futuro se mai dovessi abbandonarlo. 
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