1. Noemi


    Data: 16/02/2021, Categorie: Etero Autore: manuelrizzoli77

    ... so cosa mi prese… era talmente bella sempre, ma in quel preciso istante era qualcosa davvero di magico, come ho detto prima. Non so cosa mi abbia trattenuto dall’avvicinarmi a lei ma riuscii a resistere.
    
    - Ma scusa, pensi di stare lì in piedi tutto il tempo o ti siedi qui? – mi disse Noemi risvegliandomi dai
    
    miei viaggi mentali
    
    - Sì sì, scusa mi ero incantato. Te la posso dire una cosa? – Io non sopportavo il suo ragazzo. Non mi piaceva. Non era una cattiva persona, ok, però era insulso. Lei meritava di più.
    
    - Dimmi, che c’è?
    
    Presi dal frigo una bottiglia di acqua fresca, gliela passai e mi sedetti a fianco a lei sul divano.
    
    - Non sopporto Federico. Non è possibile che una persona sia così inerme… Ma come fai a starci insieme? Sei una bellissima ragazza, avrai la fila di ragazzi che sbavano per te e ti vai a prendere uno che fa venire la depressione a guardarlo?
    
    - Ahahah ma dai, ma quale fila? Ma davvero secondo te sono così bella?
    
    Calma.
    
    Un attimo.
    
    “No Noemi, non mi dovevi rispondere così, perché io adesso come faccio a uscire da questa situazione?” Pensai fra me e me. Perché quando una ragazza ti dice così di solito…………..
    
    - Bè – risposi con un certo imbarazzo misto a eccitazione per la situazione che si stava creando – te l’ho sempre detto fin da quando eri piccolina che saresti diventata bellissima e direi di non aver sbagliato assolutamente la valutazione. –
    
    Cercai di rispondere il più naturalmente possibile, senza passare da ...
    ... imbranato che non sa come cavarsela né, tantomeno, da quello che in quel preciso momento, le sarebbe saltato addosso senza lasciarle neanche il tempo di fiatare
    
    - Alle volte – continuai – cerco di immaginare se io non fossi tuo cognato e ti vedessi passare per la strada.
    
    - E che cosa faresti? – La voce di Noemi ora era diversa. Aveva un che di malizioso, stava quasi sussurrando. Il suo sguardo era diverso dal solito, non sapevo bene come affrontarla.
    
    Ero entrato nella fase cruciale, cosa fare? Premere sull’acceleratore o rallentare per non arrivare a un punto di non ritorno dal quale poi sarebbe stato veramente difficile uscire. Seppur involontariamente mi ero cacciato in un ginepraio dal quale non sapevo come ne sarei uscito.
    
    - Nema, non credi che sarebbe meglio tornare in spiaggia?
    
    Dissi sperando di far cadere il discorso e togliermi da un imbarazzo che stava diventando insostenibile.
    
    Non rispose.
    
    Si allungò verso il piede infortunato, prese il ghiaccio, lo avvolse meglio nel tovagliolo e lo riappoggiò sulla caviglia. Si riappoggiò al divano. Si girò verso di me.
    
    - No, non è ancora passato il male.
    
    Disse seria e un pochino acida.
    
    - Ah mi spiace, vuoi mangiare qualcosa?
    
    - Rispondi alla mia domanda invece: cosa faresti se non fossi mio cognato e mi vedessi passare per la strada?
    
    - Dai lasciamo stare questo discorso!
    
    - Eh no, caro cognatino mio. L’hai tirato fuori tu…. Il discorso…
    
    Ecco, la puntualizzazione che non ti aspetti. “Il discorso”, ...
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