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Relazione virtuale - cap. 2°
Data: 18/02/2021, Categorie: Etero Autore: prassitele
... una ampia striscia del suo sottocoscia. Oddio! E adesso come mi comporto? Diressi il mio sguardo su Fausto e, sorridendo forzatamente, gli chiesi: “Non ho mai chiesto a Miranda qual è la tua attività. Mi incuriosisce saperlo.” “Mah, nulla di particolare,” lui mi rispose, “sono dipendente dell’Agenzia delle Entrate, precisamente nell’ufficio del registro terreni.” Miranda intervenne: “Sempre modesto, il mio maritino, non dice mai che lui è il Direttore di quell’ufficio.” “Beh, complimenti”, faccio io, “un bel posto ed un impegno di grande rilievo.” Un sorriso generale chiude l’argomento. Quindi Miranda chiede: “Guido, cosa posso offrirti…” (pausa quasi impercettibile) “…da bere? Preferisci una bibita, un caffè freddo, una birra o qualcosa d’altro?” “Grazie, un caffè freddo andrà benissimo.” Lei, per alzarsi, scavalla le gambe e, stavolta, un bel pezzo della galleria centrale si offre al mio sguardo. Noto lo slip di un bel merletto azzurrino. Sansone comincia a dare segni di irrequietudine. Mentre lei si allontana per il caffè, Fausto mi rivolge un ampio sorriso e mi fa: “Gran bella donna, la mia Miranda, vero?” Resto a guardarlo senza parole. Lui prosegue: “Io ne sono pazzamente innamorato, sai? E per farla felice non c’è sacrificio che non sarei disposto a fare.” Stavolta approvo apertamente e con un altrettanto ampio sorriso, dico: “È giusto che sia così. L’amore non può essere egoismo e smania di possesso. Anche io sono della opinione che il colmo della ...
... felicità sia quello di rendere felice la persona che si ama.” “Dici molto bene”, fa lui, “soprattutto quando possiamo procurare alla nostra donna tutto quello che a lei può far piacere: vestiti, scarpe, gioielli, fiori rari, od anche svaghi come il teatro, il cinema, l’opera lirica, un viaggio o una crociera, l’estate sulla spiaggia, e quanto altro può fare la sua felicità.” Mi ritrovo ad approvare ad una ad una tutte quelle offerte di un marito innamorato alla sua mogliettina, ma non vedo ancora dove vuole andare a parare. “Purtroppo, tante volte, il lavoro mi impedisce di potere accontentare alcuni suoi desideri, ed allora mi sforzo di trovare il modo che lei possa soddisfarli da sola o magari con l’aiuto di qualche amica….” (pausa abbastanza lunga) “…o di qualche amico… fidato.” Ha calcato la voce sull’ultima parola. Mi dichiaro perfettamente d’accordo con lui. Affermo che anch’io nutro gli stessi sentimenti e che seguo le stesse linee direttive. Ed aggiungo: “E qualche volta mi è anche capitato di dover aiutare qualche coppia di amici che hanno avuto qualche piccola difficoltà logistica nel realizzare i loro progetti.” “Ah, sì? Allora anche tu sei una persona dalle larghe vedute e con pochi pregiudizi.” “Certamente!, Cosa vuoi che ci sia di male nell’aiutare un amico o un’amica nel momento in cui possono avere bisogno. Mi sono capitati dei casi in cui coppie di amici, in crisi momentanea, hanno ricorso al mio aiuto per ritrovarsi e per superare le loro ...