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Relazione virtuale - cap. 2°
Data: 18/02/2021, Categorie: Etero Autore: prassitele
... coreografico. Ci accomodiamo su due delle quattro poltrone che arredano l’angolo conversazione. Poi lui, cortesemente, mi chiede notizie del viaggio già fatto. Gli rispondo formalmente che tutto è andato bene, secondo le previsioni, e che avevo trovato anche molto accogliente la camera dell’albergo. Non sapevo che altro dire ancora, Ma a togliermi dall’imbarazzo ecco arrivare la signora Miranda, fasciata in un bellissimo tubino bleu con motivi a spirale, che ne valorizzano in modo egregio le belle forme del corpo, lungo poco sopra al ginocchio e dall’ampia scollatura a barchetta che mostra abbondantemente, mettendolo in pieno risalto, l’abbondante ed artistico seno, ben diritto come quello di una giovinetta, del quale mostra l’ampio solco, che divide i due globi, fino a poco prima delle areole, ed un’ampia superficie del petto picchiettata da puntini lenticolari: una meraviglia di madre natura! Arrossisco perché mi ero per un attimo incantato ad ammirare quel capolavoro che la sua mamma era stata capace di costruire. Ho paura che lui si sia accorto del mio sguardo fin troppo maschile e che possa aver compromesso i buoni rapporti che si stavano prospettando. Ma lui era rimasto impassibile. Forse non aveva notato. Lei mi si avvicina cordiale, mi tende la mano e, quando gliela sto stringendo, mi tira verso di lei ed al tempo stesso si accosta, gratificandomi di un castissimo doppio bacio sulle guance. Io penso: qui finisce che mi comprometto. Miranda mi invita a ...
... sedermi e lei prende posto nella poltrona proprio di fronte alla mia. Anche lei chiede notizie del mio viaggio ed io ripeto le formalità di rito. Intanto lei, sedendosi, aveva sì adagiato le gambe da un lato, con le ginocchia unite, ma l’orlo del suo vestito si era leggermente alzato sulle sue cosce e, da un lato, si intravedeva una discreta superficie vellutata da una discreta abbronzatura, priva com’era di calze, dato il periodo ancora molto caldo. Istintivamente il mio sguardo si ingegnava a trovare ogni scusa per gettare uno sguardo su quello spicchio di pelle che la fantasia amplificava fino a superfici ben più addentrate ed interessanti. Ma la paura di farmi scoprire da Fausto mi imponeva grande prudenza e discrezione. Fausto., indicando la piantina sulla consolle, si rivolge a Miranda: “Hai visto, cara che bella pianta ti ha portato il tuo amico?” Miranda si alza, va alla consolle, carezza per un attimo il fiore e fa: “Oh, che bella! Grazie, Guido. Ma questa è una orchidea, una delle piante più significative nel linguaggio dei fiori.” Mi sentii agghiacciare! Ma questa che fa! Vuole forse farmi fare la fine di cumpari Turiddu nella Cavalleria rusticana? Ma che fa, lo vuole provocare? Non sapevo che dire, e me ne stetti muto. Lui, nel frattempo, aveva commentato solo con un ampio sorriso, senza dare a vedere di essersi accorto del mio turbamento. Lei tornò a sedersi alla stessa poltrona di prima, ma stavolta accavallò le gambe, offrendo alla mia assetata visione ...