1. Lo scrittore


    Data: 18/02/2021, Categorie: Etero Autore: dagia2

    “E così, fai lo scrittore.”
    
    Juri sorrise: “ Buffo che tu abbia detto proprio Fai lo scrittore e non Sei uno scrittore. Mi piace: a fare ci si possono mettere tutti, infatti, ma essere, bè, è tutta un’altra cosa. “
    
    Tania era un po’ confusa: “ No ma guarda, io non volevo insinuare che … “
    
    Lui la interruppe con un gesto noncurante della mano: “Lo so che non volevi insinuare nulla. Dimmi piuttosto se ti piace le crema di limoncello: ne ho una fatta in casa, è l’ideale dopo cena, che ne pensi?” disse alzandosi e invitandola a fare lo stesso, tendendole le mani.
    
    Tania farfugliò un assenso, ma stava ancora chiedendosi cosa l’aveva spinta ad accettare l’invito di uno sconosciuto incontrato per caso in una libreria mentre gironzolava per gli scaffali. Avevano intavolato una brave discussione e poi lui le aveva chiesto il suo nome.
    
    “Tania? Come la donna cantata da Henry Miller in Tropico del Cancro … L’ha letto, signorina? No??? Mi permetta, allora … “ Si era avviato con sicurezza verso uno scaffale e ne aveva tratto una copia del libro appena menzionato e porgendoglielo, le aveva detto: “Questo è un cadeau per lei, signorina: se vuole ringraziarmi, prenda un caffè con me.”
    
    Parlarono a lungo, e di tutto, e ben presto la conversazione sfociò in uno scambio di numeri di telefono e un invito a cena a casa di lui.
    
    Quella sera, Tania aprì il libro di Miller e dopo pochissime pagine, si sentì avvampare:
    
    “Oh Tania, dove sono ora la tua fica calda, le tue grosse ...
    ... giarrettiere pesanti, le tue cosce morbide, piene? C’è l’osso, nei miei venti centimetri di cazzo … “ E poi ancora: “Io ti chiavo, Tania, perché tu resti chiavata …”
    
    A quel punto, Tania era stata tentata di chiamarlo e disdire l’appuntamento: ma per chi l’aveva presa? Forse con quel libro lui aveva voluto saggiare il terreno, capire se lei era una che ci stava?
    
    Il problema era che Juri le piaceva troppo, e che non voleva essere avventata, o mostrarsi bigotta, e quindi avrebbe giocato una carta di riserva.
    
    Porgendole il limoncello, lui le chiese: “Allora? Tropico del Cancro? Che ne pensi?”
    
    E lei, deglutendo a fatica: “Veramente non l’ho ancora iniziato, non ho avuto tempo …”
    
    “Peccato, avremmo potuto parlarne …”
    
    Tania sentì un brivido lungo la schiena: allora, forse non si era sbagliata, forse lui voleva davvero portasela a letto. Una vocina beffarda nella sua testa le sussurrò: “E non è forse quello che vuoi anche tu, Tania? Perché saresti qui, allora?” Gli occhi di Juri, di un verde scuro e carezzevole, le mandavano bagliori maliziosi e sembravano chiederle la stessa cosa: già, perché era lì? Non desiderava forse che quella cena avesse un finale infuocato?
    
    Per prendere tempo e fiato, gli chiese cosa scrivesse lui.
    
    “Racconti erotici” rispose a bruciapelo Juri. Tania spalancò gli occhi e lui rise sommessamente:
    
    “Lo sapevo che avresti fatto quella faccia. Tu sei così ingenua e perbene, vero? Ti spavento?”
    
    “Niente affatto!”, saltò su lei, “Anzi, perché non ...
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