1. Lo scrittore


    Data: 18/02/2021, Categorie: Etero Autore: dagia2

    ... annusarla tra le gambe: l’onda di eccitazione di Tania era salita, era diventata liquida e cominciava ad aleggiare lievemente nell’aria ferma.
    
    La mano di Juri era salita ancora e ancora … Aveva indugiato un attimo e poi era arrivata a toccarle il sesso, attraverso gli slip bagnati. Tania che aveva spontaneamente aperto un poco le cosce, le richiuse subito e forte, ma la cosa ebbe come unico effetto di serrare ancora di più la mano di lui che spinse più forte.
    
    “Leggi ancora”. Lei, ormai arresa al gioco e complice, proseguì.
    
    “Lei si addossò al muro, in un attimo, lui le fu addosso, le afferrò la mascella con la mano, la costrinse a spalancare la bocca e la tenne così, col viso vicinissimo al suo, per un istante, prima di affondare la lingua nella sua bocca, si impadronì della sua e la succhiò, le morse il labbro, continuando a tenerle la mascella stretta tra le dita. Ma lei non retrocedeva, gli rispondeva con una furia pari alla sua, inseguiva la sua lingua e ne chiedeva ancora. G. si accorse con stupore di tutto questo e ne fu spiazzato. Lei non soccombeva: per quanto lui forzasse, lei rimaneva in cima a quell’onda, cavalcandola insieme a lui. Il sesso di lui premeva violentemente contro il pube di lei che avanzava invitante, esigente, con sfida, mentre le lingue perdevano i contorni delle bocche e danzavano sui visi, bagnandosi di saliva a vicenda.
    
    Lui rise, compatendola: che triste vita doveva avere accanto a quell’uomo che non la considerava, pensò, decidendo ...
    ... di farle vedere come fa un uomo a far godere un donna. Si staccò e scese in ginocchio, guardandola. Lei, vogliosa, senza esitazione, alzò la gonna fino a scoprire le mutandine trasparenti e nere e il reggicalze. La sua non era una resa: era un ordine, e G. sentì quel rovesciamento di ruoli: gli piacque, stranamente, e desiderò obbedire. Scostò le mutandine e fu investito dalla fragranza dolce del sesso di lei, lo accarezzò con un dito: era caldo, turgido e invitante. Vi affondò la bocca e lo leccò con passione, richiamando in gola ogni goccia di quel delizioso e copiosissimo umore.
    
    Solleticò il clitoride eretto coi denti, lo succhiò forte. Ora era lui che, inebriato da quel sesso vellutato, stillante di ambrosia stregata, perdeva lo scopo del suo gioco, desiderando solo di farla godere, e ora era lui che chiedeva a lei, ora era lui che desiderava rimettersi al gioco di lei, che affondò le dita tra i suoi capelli, e spinse con dolce risoluzione la testa ancora più strettamente verso il suo sesso indecentemente aperto e offerto …”
    
    Juri aveva continuato per un po’ ad accarezzarle il sesso, lei ormai glielo aveva messo a disposizione aprendo le gambe e inarcandosi. Leggendo, sospirava, gemeva. Era eccitata dalle parole che leggeva, e al tempo stesso dalla dolcezza e sicurezza dei gesti di lui.
    
    “Sai, è molto, molto eccitante sentire le parole che ho scritto uscire dalla tua bocca …” disse lui alzandosi.
    
    “Scrivere è un modo per parlare di sé … Io di solito, non parlo ...