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Io e la mia ex suocera.
Data: 19/02/2021, Categorie: Etero Autore: Rot43
... essermi liberato dalla sua presa, avanzai nuovamente vero l’uscio, ero quasi arrivato sulla porta quando sentì entrambe le sue mani spingermi con violenza da dietro la schiena, facendomi arrivare contro lo stipite della porta. Era arrabbiatissima e il suo volto ora era rosso per la rabbia, non l’avevo mai vista così, continuava ad avanzare verso di me minacciosa. Mi si avvicinò e questa volta la spinsi leggermente all’indietro per tenerla distante da me in modo di prender tempo e andare via, ma lei rapida e per niente intimorita, dalla debole spinta, mi raggiunse nuovamente annullando subito quella poca distanza di vantaggio che ero riuscito ad ottenere su di lei. Avvertì la sua mano destra afferrare il mio polso con violenza mentre la sua voce si faceva sempre più alta F: - Stronzo, sei un pezzo di merda!! Nuovamente provai a divincolarmi, ma questa volta mi strinse il polso anche con l’altra mano e mi attirò verso di lei con forza, allo stesso tempo provai a liberarmi dalla presa spingendola, questa volta, con più vigore all’indietro, ma In maniera goffa ci ritrovammo a rotolare una sopra l’altro, sul letto della camera. La situazione ora era più che grottesca, peraltro nelle fasi concitate la sua gonna era finita oltre le ginocchia e potevo vedere le sue mutande. Incazzatissima, si dimenava cercando di spingermi a terra, ovviamente ricoprendomi di parolacce. Mentre rotolavamo sul letto, riuscì a guadagnare la posizione sopra di lei e fu un bene, perché fu l’unica ...
... soluzione per farla calmare, infatti dovetti ad un certo punto afferrarle i polsi e spingerli contro il materasso. Ma nonostante ciò, non si dava pace, continuava ad urlare come una matta e a sputarmi addosso. F: - Sei un porco! Porco! Mi fai schifo. Ora cosa vuoi fare? Violentarmi? Era un turbine di forze e faticai non poco a sovrastarla, ad un certo punto dovetti immobilizzarle anche le gambe, facendo peso con le mie sulle sue. Cercai di farle capire quanto ero dispiaciuto e che non era assolutamente mia intenzione averla messa in quella posizione, ma che era l’unico modo per farla calmare e che soprattutto non avevo alcuna intenzione di farle del male. I: -Appena ti sarai calmata ti lascerò e me ne andrò. Sono molto dispiaciuto per quello che ho fatto, perdonami, sono stato uno stronzo. Ma non ti farei mai del male. Subito dopo sentì venir meno la sua pressione e sentì la sua forza diminuire progressivamente Finalmente si stava calmando, il suo corpo ora era immobile, il suo respiro era meno intenso e le sue gambe ora non si muovevano più convulsamente. Provai a conquistare la sua fiducia guardandola negli occhi mentre contemporaneamente abbondonavo lentamente la presa sui suoi polsi, ma con mio grande stupore rimase ferma e mentre mi fissava con gli occhi ancora furiosi, afferrò con le mani la mia nuca e lentamente avvicinò la mia faccia alla sua baciandomi. Confuso rimasi immobile e con gli occhi spalancati. Allora lei per fugare ogni dubbio mi sussurrò all’orecchio F-: Scopami! ...