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Vivere la trasgressione.
Data: 21/02/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: cuckold211
PREMESSA A chi si accinge a leggere questo racconto, suggerisco di farlo seguire all'altro dal titolo "Quella magnifica puttana di mia moglie, tra fantasia e realtà". L'invito ha un suo preciso scopo: quello di rappresentare al lettore l'intesa, gli stati d'animo e le propensioni dei protagonisti per certe pratiche sessuali. Le due storie non hanno alcuna connessione tra loro, tranne che i presupposti di intrigo e complicità che animano e sollecitano i protagonisti a vivere nuove piccanti esperienze. Nel racconto viene citata una coppia, Francesca e Marco, conosciuta in vacanza, che oggi figura su questo sito con il nick "xsolocoppie", cui si rinvia per l'ottimo supporto fotografico e con la quale, all'epoca dei fatti, avemmo il privilegio ed il piacere di condividere momenti di profondo erotismo. ********************************************************* Io, Loredana, e mio marito Lucio siamo una coppia di scambisti, e, a chi vuol subito, malignamente, censurare il nostro comportamento, dico che ognuno ha il diritto di vivere la propria sessualità come o meglio gli aggrada, senza dover rendere conto a chicchessia. Ciò premesso, va detto che ci sono donne che amano poco il sesso (ma secondo me è una finzione) ed altre, come me, alquanto esuberanti; per converso, ci sono uomini che sembrano non dar peso al sesso ed altri, come il mio Lucio, autentici "porci". Ecco... la mia esuberanza mi spinge a ricercare questi ultimi e, devo dire, fui fin troppo ...
... onesta ad esortare il mio lui verso una vita libertina, ritenendola decisamente soddisfacente per entrambi. Questa fu la nostra prima vittoria come coppia, perché avemmo il coraggio di confessare certe nostre predilezioni che, sappiamo bene, fanno a pugni con il concetto di fedeltà che viene promessa con il matrimonio. Nella mia vita di ragazza adolescente, non so quante porcherie ho immaginato e fantasticato, mentre mi titillavo il clitoride e sognavo di poterle realizzare, un giorno, con la complicità del mio uomo. Fortunatamente individuai nel mio Lucio, il maschio sufficientemente porco, atteso che coglievamo ogni occasione per amoreggiare (?) o fare sconcezze (?). Rimasi incinta e lui dimostrò di amarmi infinitamente, portandomi all'altare. Ero felice di essere amata e scopavamo come ricci, tanto che nel giro di pochi anni, concepimmo due figli. Inutile dire che il suo amore per me sconfinava anche nella gelosia e, per vero, di questo non ero contenta. Ho sempre ritenuto e sostenuto che la gelosia sia il tarlo dell'amore, sopratutto di quell'amore che intendevo vivere con lui, privo del senso del "possesso": egli doveva amarmi senza farmi sentire schiava e succube di quell'amore, bensì avendo una concezione e visione di quel sentimento come libertà di potersi abbandonare a certe voglie, quando si presentavano, senza, per questo, sentirsi in colpa ed essere ritenuta adultera. Naturalmente lo stesso valeva anche per lui ed ecco, quindi, il nostro ...