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Santa a parole… ma a fatti? chi male pensa male fa’… (terza parte)
Data: 02/03/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: ghostlover
... il bacino. Silenziosamente lei allunga una mano e dopo un attimo di sconcerto nel sentirmi così eccitato, afferra la mia asta dura come il ferro e mentre la mena dolcemente per un paio di volte chiede sorpresa: “Cosa succede qua sotto?” Cercando di fare l’indifferente rispondo: “Non lo so!... Penso di aver fatto un sogno erotico…” Dolcemente tolgo la sua mano dalla mia cappella fradicia. Non perchè non mi piaccia, ma per il semplice motivo che sono al limite e potrei venirle addosso da un momento all’altro. Con mia somma soddisfazione lei interpreta il mio gesto come un rifiuto e così, ferita nell’orgoglio cerca di capire. “Un sogno erotico?... Di che tipo?... Stavi scopando con qualcuna delle ragazzine che giravano in spiaggia seminude?” “No amore!... E’ tutto un po’ confuso. Forse non era nemmeno un sogno, ma una fantasia fatta in dormiveglia… Ho dei flash di te… del ragazzo esibizionista… di me con te… di lui con te… tutti assieme… non riesco a collegare…” M’interrompo un attimo e noto un silenzio totale. Lei è come inchiodata al letto, ma la sua respirazione è diventata improvvisamente veloce… come quando si eccita a dismisura. Allungo una mano su una delle sue tettone e comincio a titillarle dolcemente il capezzolo. Giulia inizia a muovere leggermente i fianchi e dopo qualche secondo, cercando di nascondere il suo ansimare sempre più forte, chiede: “Ti eccita così tanto immaginarmi alle prese con il cazzo di un altro uomo?” “Sì!... Non te ne sei ...
... ancora resa conto? E’ tutto il giorno che fantastico di sorprenderti alle prese con quel ragazzino… e con il suo enorme affare!” Giulia emette un gemito strozzato, quasi provasse vergogna nel dichiararmi di essere molto sensibile a questo tipo di cose. Senza chiedere niente le infilo l’uccello in mezzo alle cosce e mentre faccio scivolare la mia grossa cappella sulle sue grandi labbra nuovamente fradice, aggiungo: “E’ tutto il giorno che giri mezza nuda… e guardi cazzi in tiro che non sono miei… A proposito… com’è la cappella del ragazzino?” Giulia non risponde, ma spalanca la bocca e comincia a muovere i fianchi per assaporare meglio la durezza della mia verga. Laggiù è diventata un lago. I suoi umori sono arrivati fin quasi a mezza coscia e il solco delle sue natiche è ormai diventato uno scivolo pericolosissimo per i suoi buchi. “Allora?!... Rispondimi dai!... Non vergognarti… Com’era la sua cappella?” Lei ancora non trova il coraggio di fiatare, ma allunga una mano sul mio glande e dopo averlo afferrato quasi con rabbia cerca di infilarselo nella fica. Io evito di spingere costringendola a doversi auto impalare e quindi a muoversi scompostamente dichiarando a tutti gli effetti la sua estrema eccitazione. Le concedo solo la punta del mio uccello e mentre ci salta sopra come una tarantolata infierisco: “Secondo me la sua cappella era molto più grossa della mia… e magari era anche completamente bagnata… e pronta all’uso.” “Nooo… cosa mi stai dicendo… ooohhh… non è ...