1. La lampadina


    Data: 05/03/2021, Categorie: Prime Esperienze Tabù Voyeur Autore: BelMoroItaliano, Fonte: xHamster

    LA LAMPADINA Quel venerdì pomeriggio ero solo a casa, e quindi, come spesso succede in questi casi, dedito ad una interessante navigazione nel web fra siti porno amatoriali, seduto alla scrivania dello studio con il pantaloncino della tuta abbassato. Armeggiavo pigramente con mouse e tastiera, ovviamente utilizzando una mano sola…Inaspettatamente sentii suonare il citofono. Ma chi poteva essere? Andai in soggiorno, dopo essermi ricomposto alla meglio, e dall’ampia vetrata della porta d’ingresso riconobbi, fuori dal cancelletto in fondo al vialetto del giardino, la mia vicina di casa, Laura. Che diavolo poteva volere, porca miseria? Mi ricontrollai velocemente, per accertarmi che non avessi dimenticato tracce della precedente attività che stavo svolgendo. No, è tutto OK, lo specchio mi rassicurava. Aprii il cancelletto premendo il pulsantino del citofono, e vidi Laura avanzare spedita e risoluta lungo il vialetto. Strano, di solito è sempre così timida e riservata... Arrivata a qualche metro da me, chiese ansiosamente di mia moglie:“Ciao, c’è Cinzia?” “No, mi dispiace, è andata dai suoi genitori, sarà fuori tutto il fine settimana…” risposi io. Rimase molto delusa, anzi quasi disperata: “Ah… Mamma mia…”Non sapevo che dire, la vedevo imbambolata per la delusione. Dopo qualche istante provai:“C’è qualche problema?”Non ricevendo risposta, e vedendola sempre più angosciata, aggiunsi con tono protettivo:“Posso fare io qualcosa, o si tratta di una faccenda che riguarda solo ...
    ... Cinzia?”Senza rispondere, Laura scoppiò a piangere. Non si fermava più, con le mani sul viso, emettendo singhiozzi soffocati. Nonostante non potesse vederci nessuno, e neanche udirci nessuno, visto che piangeva sommessamente, io ero molto imbarazzato.“Laura, ma che è successo? Dai, calmati, vieni dentro.”Volevo evitare che qualcuno potesse vederci in quella situazione che mi sembrava un po’ equivoca. La feci entrare e richiusi la porta a vetri dell’ingresso. Laura continuava a piangere, e io non sapevo veramente che dire e che fare, tanto la situazione era per me inaspettata. A un certo punto lei cominciò, fra i singhiozzi, a pronunciare frasi sconnesse in tono un po’ isterico.“Come devo fare? Come devo fare?... Ah, io sono finita… Dio, che situazione! Ma perché? Perché mi sono cacciata in questo casino?”Poi, attenuando un po’ l’intensità del pianto, aggiunse sconfortata:“Se almeno ci fosse stata Cinzia… E invece no, neanche questo… Che casino!...”Sempre più confuso, provai a consolarla, cercando di capire se potevo fare qualcosa:“Ma ti è successo qualcosa? O è successo qualcosa alla tua bambina?” “No, no, la bambina è via con Franco, alla casa al mare dei miei suoceri. Sono sola a casa, e… non so come fare.”Poi aggiunse, ricominciando a piangere istericamente:“Va a finire che muoio così, per una cazzata del genere… Come devo fare? Come…?”Ormai parlava quasi a se stessa, come se io non ci fossi, o fosse evidente che io non avrei potuto in alcun modo aiutarla. Sempre più preoccupato, ...
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