1. Un gioco cuckold


    Data: 06/03/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: serialtrickster

    ... profumato e quasi finito il contenuto dei piattini, quando lei disse, rivolgendosi al marito, che nel frattempo era rimasto in piedi accanto al bancone guardandoci in assoluto silenzio, una frase che mi diede un bel brivido sulla schiena: " tu lava i piattini, che io vado a mettermi qualcosa di più comodo" e poi si avvicinò a me e mi accarezzò il viso chiedendomi, con voce suadente: "Non ti dispiace aspettare un attimo, vero?" Quando annuii, se ne andò con una camminata che non poteva che attirare gli sguardi. Lui mi fissava con uno sguardo strano mentre il suo respiro sembrava accelerare.
    
    Il gioco era chiaro e la cosa mi intrigava parecchio, quindi mi unii a loro e dissi, fissandolo: " versami ancora del vino, e versane anche alla tua signora". Non c'era cortesia nella mia voce, era un ordine esplicito, anche se pacato. Lui mi guardò ed eseguì, riempiendo il mio bicchiere. Quando era sul punto di versare il vino nel bicchiere della moglie gli dissi: "attento a non versarne troppo, se lei si ubriacasse, potrebbe magari perdere il controllo e non so cosa può succedere". Lui versò fino all'orlo. Lui era invece eccitato al pensiero di quello che poteva succedere. Mi guardava, aspettandosi qualcosa che ormai mi appariva chiaro. A quel punto, dalla loro camera giunse un grido. Era lei che chiedeva a gran voce, apparentemente spaventata, se qualcuno potesse cacciare un ragno dal bagno. Non aveva chiamato il marito, aveva chiesto di "qualcuno" .Lui mi guardò e disse a gran voce ...
    ... che non poteva intervenire, perchè aveva paura dei ragni. (???? paura dei ragni????) Andai io nella loro camera dalla quale si accedeva al bagno in questione.
    
    Lei era accanto al letto, con la camicetta sbottonata fino all'ombelico, che metteva in mostra un seno non troppo grande ma ben fatto. Non potei fare a meno di notare che erano sparite le calze e la pelle chiara delle gambe risaltava sotto la gonna scura. Ma aveva ancora ai piedi le scarpe con i tacchi. quindi si era deliberatamente preparata. Il gioco si faceva duro e non solo quello,...
    
    Trovai in un angolo il microbo che lei definiva "ragno", lo presi in mano con un pezzetto di carta igienica e lo appoggiai sul davanzale esterno della finestra dl bagno. Lei si avvicinò, con una camminata che prometteva tante cose, appoggiò una mano al mio braccio e, intanto che un "fortuito" ma prolungato contatto tra il suo seno e il mio torace mi informava della morbida e calda consistenza della sua splendida dotazione disse con una voce che aveva perso ogni tono antipatico e si era fatta roca e calda:" Quello stronzo di mio marito non è neppure in grado di liberare sua moglie da un ragnetto, credo sia normale che sia cornuto come uno stambecco, non trovi, Giancarlo?" Marco era sulla porta, ansimando quasi avesse il fiato corto, con gli occhi che passavano da lei a me e uno sguardo di intenza eccitazione. Le appoggiai una mano sul fianco e la passai dietro la schiena, attirandola addosso a me senza incontrare resistenza. Lei ...