1. Paolo e mirella 05 – tradurre il pensiero in realtà


    Data: 06/03/2021, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LukasQuarzberg

    ... silenzio.
    
    «Sono separato. Da cinque anni. Perché me lo chiede?»
    
    Mirella sorrise e abbassò lo sguardo. «Curiosità. Ho sempre pensato che i musicisti fossero pieni di donne.»
    
    Arpini deglutì. «Magari. Piuttosto, una bella donna come lei, chissà quanti spasimanti e ammiratori.»
    
    Mirella allungò una mano e prese quella del maestro che girò la sua per stringere quella della donna.
    
    La musica proveniente dal salotto era cessata e Arpini si alzò di scatto. «Mi scusi, Andrea deve aver terminato gli esercizi.»
    
    Tornò due minuti dopo.
    
    «Possiamo darci del tu?» chiese Arpini dopo essersi schiarito la voce, ancora in piedi sulla porta della cucina.
    
    «Ma certo.»
    
    Arpini si avvicinò e si chinò su Mirella e la baciò sulla bocca. Un bacio delicato. Quando si staccò, Mirella disse «C'è una sola condizione.»
    
    Il maestro si sedette e la fissò.
    
    Mirella disse solamente tre parole «Mio marito parteciperà.»
    
    * * * * *
    
    «Ci siamo baciati.» buttò lì Mirella mentre si stava frizionando le mani dopo aver messo la crema. Era seduta, col cuscino dietro la nuca.
    
    «Tu e Arpini?» Paolo si era appena seduto e le dava le spalle ma, nel parlare, aveva girato la testa.
    
    «Sì. Andrea stava facendo esercizi in salotto e io e lui eravamo in cucina.»
    
    «Ma sei fuori? Se fosse arrivato il ragazzino?»
    
    «Impossibile. Stava suonando, ce ne saremo accorti e poi è stato un solo bacetto.»
    
    Paolo si mise accovacciato, rivolto verso la moglie «Guancia o ...
    ... collo?»
    
    «Bocca.»
    
    «Cazzo!»
    
    «Sulla bocca. E basta.» specificò Mirella.
    
    «Giura!»
    
    «Lo giuro.» Mirella gli sorrise. «Te l'ho detto, dovrai entrare nell'ordine di idee, mio caro.»
    
    «Ok. E tu?»
    
    Mirella interruppe il massaggio delle mani e si voltò. Deglutì «Anch'io. Sì, anch'io.»
    
    Paolo si distese e si mise le mani dietro la nuca. Fissò il soffitto.
    
    «Tutto bene?» chiese Mirella mettendoglisi a fianco.
    
    «Eh... Un conto è la fantasia, un altro la realtà. Cazzo!»
    
    Mirella lo baciò sul collo. «Noi due siamo la realtà.»
    
    Lui la prese e se la mise sopra. «Dammi un bacio con la “b” maiuscola!» mormorò lui.
    
    «E tu cosa mi dai?» sorrise lei.
    
    «Che ne dici di un orgasmo?»
    
    «Uno solo?»
    
    «Per iniziare.»
    
    * * * * *
    
    Due settimane dopo, alle nove e quarantacinque di un giorno feriale, al numero 22 di via Pacini...
    
    «Sicuro?» chiese Mirella.
    
    «Insomma... Tu?» disse Paolo con la mano già sollevata verso i pulsanti del citofono.
    
    «Insomma...»
    
    «Dai, proviamo. Al limite...»
    
    «Al limite?»
    
    «Ce ne andiamo.»
    
    «E dovremo trovare un nuovo insegnante di musica ad Andrea.»
    
    Paolo non riuscì a trattenere una risata.
    
    Durante il viaggio – per comodità avevano optato per la metropolitana – nessuno dei due aveva parlato ma nelle sere precedenti l'incontro avevano lungamente e ripetutamente parlato delle aspettative, dei dubbi e dei timori. Uno, in particolare, aveva riguardato la discrezione di Arpini.
    
    «Ma non è che poi va in giro a sputtanarci?» aveva detto Mirella, nel buio della ...