1. Diario Primaverile. Il biotopo.


    Data: 25/05/2021, Categorie: interviste, Autore: Tibet

    Marzo. Il biotopo. E' freddo. Sono annoiato e... vorrei partire. Sto scrivendo della Bolivia ma non ci sono mai stato. Del Potosì... terra di miniere e di schiavi, schiavi allora e schiavi ancora oggi. Tempo fa non avrei esitato un attimo e sarei partito, ma ora sono legato qui con delle catene, eppure dovrei andarci, mi manca di conoscere l'atmosfera di quella città posta a 4000 metri di altitudine. Do a questa impossibilità la colpa del mancato progredire del mio libro. Infantilismo. Ho voglia di uscire. Ti dico di vestirti! Di far presto. Andiamo al biotopo. In questa stagione ci sono le anitre che svernano. Ti dico anche di coprirti bene che fa freddo. Il biotopo è un lungo stagno e mentre camminiamo lungo la sua riva si alzano in volo stormi di anatre disturbate dal nostro arrivo. Cammini davanti a me e non parliamo molto. Tu presa dalle tue preoccupazioni e io dal mio egoismo. La vita in comune è una altalena. Conosce alti e bassi. E non è colpa di nessuno se non sono sempre rose e fiori. Lo stagno è contornato da un sentiero e nel punto nel quale l'acqua riprende il suo cammino verso il fiume c'è una torretta d'osservazione. Una scaletta e un piano sopra del quale un tetto schermato da canne. Delle feritoie permettono di osservare i volatili. Ti faccio salire davanti a me e mentre lo fai vedo la forma del tuo culo. Hai una gonna comoda e dei collant. Sento il bisogno di te. Ora. Sesso come anestetico. Come droga. Il mio solito bisogno di annullarmi. Su... ...
    ... raggiunta la piccola piattaforma ti spingo contro il parapetto e ti bacio. No, non è un bacio, ti mordo la bocca. Ti prendo le labbra fra i miei denti e stringo. Ti divoro. Senti la mia frenesia? Il bisogno di averti? Si... collabori, piacciono anche a te queste cose all'improvviso e i luoghi dove succedono. La mia mano ti cerca sotto, prima ti accarezza forte sopra il collant e gli slip e poi li bypasso da sopra, raggiungo la tua fica che è già umida e ti masturbo... ti strizzo forte il clitoride fino a farti gemere, ti metto le dita dentro, le bagno e me le porto alla bocca, ti succhio, le rimetto e ti faccio godere... con te aggrappata con le mani alle mie spalle, il nostro ansimare che si confonde, la mia bocca che ti tormenta... Vieni... godi...! Ti dico quanto sei puttana. Quanto ti desidero. Tu... sotto orgasmo ti senti cedere le gambe e ti aggrappi a me. Ti lascio... davanti a te mi inginocchio e ti abbasso collant e slip, vedo la tua fica bagnata... aperta. Te la lecco brevemente... e alzandomi ti faccio voltare e appoggiare con le mani, hai il culo nudo... offerto. Mi piego e te lo lecco, ti bacio... mentre con le mani ti penetro davanti. Si... ora mi alzo e ti prendo... forte. In fica. Ti sbatto. Sento i colpi contro le tue natiche e mi eccita. Ti tengo forte per i fianchi e ti alzo quando ti penetro a fondo. Dura una eternità, tu che vieni. E io che non ci riesco. Sento il piacere che arriva... è lì! E poi si ritira. Il cazzo duro che mi fa male. Ti dico per eccitarti ...
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