1. Diario Primaverile. Il biotopo.


    Data: 25/05/2021, Categorie: interviste, Autore: Tibet

    ... maggiormente che sta arrivando gente, che ti vedranno... puttana che sei! E questo... ti fa venire ancora. Mi levo... devo godere anch'io e in questi casi mi è possibile solo masturbandomi forte. Lo fai tu... in piedi accanto a me. Mi meni veloce... scopri e ricopri la cappella congestionata e finalmente vengo e sborro l'anima sul pavimento di legno della piattaforma. Poi continuiamo il giro dello stagno dalla parte opposta. Ora parliamo. Il sesso ci ha riavvicinati. Ha bruciato le tossine. Sesso come medicina. Come sempre. Aprile. Quando fra uomini si parla della vita e di donne. Parliamo della vita... Il mio amico C. è una persona da prendere con moderazione. E' davvero come certi medicinali. Se lo vedi una volta ogni tanto magari ha su di te un effetto benefico, ma se invece ne abusi ti fa male. Oggi ho voglia di vederlo e farci due chiacchiere, ma non gli telefono. Se non c'è mi va bene lo stesso. Abita in montagna in un posto isolato. Ha venti gatti. Fa il ceramista... pittore e scultore. Un artista insomma e ha la mia età. E' un bell'uomo. Si. Non alto.. sul metro e settanta o qualcosa di più. Capelli grigio-ferro lunghi tenuti a codino, baffi e pizzetto, bei denti e occhi grigi sorridenti. Magrissimo ma si vede che e' forte fisicamente. I suoi muscoli guizzano sotto pelle quando si muove. E' molto che ci conosciamo. E fra noi subito empatia. Lui per vivere fa dei lavoretti, non vive con i suoi lavori d'artista. O non vuole. Odia la commercializzazione della sua ...
    ... arte. Un po' come me con i miei lavori. Basta esami dalla vita per noi. Mi sa che ci emarginiamo volontariamente, ognuno a suo modo. Parlando... rileviamo fra noi molte analogie, ma anche molte differenze. Una gioventù nel Movimento Anarchico, lui all'università da intellettuale e io sulla strada perso scioccamente nella guerriglia urbana, manovrato da chissà chi in una sterile lotta ai mulini a vento. Ora parliamo delle disillusioni. Del perché essersi sfiancati in cose che non hanno prodotto frutti ma solo scorie velenose. Ma lui è diverso. Io a volte lo ammiro e a volte lo compiango. E' una anima candida o sono io una anima dannata? Si, più probabile questo... che il dannato sia io. E' sposato e ha una figlia. E ora non sa dove siano. Né l'una né l'altra. Ne parla con leggerezza. E io questo non lo capisco. I miei rapporti con le donne sono tempestosi ma senza passione non riesco a vivere. Sono consapevole della necessità di uscire dal girone infernale dei desideri ma tutto sommato considero ciò una utopia. Bellissima e affascinante, ma utopia. Lui ha avuto una vita fortunata, diciamo. Una famiglia abbiente che lo ha guidato nel corso della vita. Un lavoro importante che poi ha abbandonato per scelta. Si è ritirato in questa casa avuta dai genitori. E ora vive di poco. Io? Una vita difficile. Sempre burrasche e scogli sulla mia rotta fino a quando non sono rinato a nuova vita. So che a casa sua non si mangia e mi sono premunito a dovere. Lui mastica dell'uva secca. E' la sua ...