Due palmi sotto il sole
Data: 05/09/2017,
Categorie:
Sentimentali
Autore: CLAUDIO TOSCANI
... siano stati ficcati i colori.» Riccardo si recò a prendere il quadretto e lo consegnò a Mauro che confermò la sua prima impressione. «Mi piace.» «Questa poi! Non lo dici per arruffianarti col papà di Silvia?» «Riccardo!» lo riprese la moglie. «Tiziana era solo una battuta.» Riccardo tornò a osservare la sua “opera” con un’aria compiaciuta. «Effettivamente non ero una schiappa in disegno.» «E si nota ma i colori sono troppo crudi, freddi e c’è poca profondità», disse Mauro. «Potremmo migliorarlo velando l’azzurro del cielo e i monti con un po’ di violetto, poi dare più luce alle nubi rafforzandole con qualche pennellata di bianco, mescolato a una punta di giallo. Signor Riccardo, mi permette di ritoccarlo?» «Puoi portartelo a casa.» «Potrei farlo ora. Non occorrerà molto tempo se i pigmenti dei suoi colori fossero ancora pastosi.» Eccitato, Riccardo interrogò la moglie con lo sguardo. «Il cofanetto dovrebbe essere nella rimessa del furgone, dentro il vecchio armadio.» In quel momento Drillo sollevò la testolina e uggiolò. «L’ha ga sentì Calimero», disse nonna Martina. Silvia aprì l’uscio di casa e vide Drillo lanciarsi tra le sue braccia con un tale slancio che lei dovette acchiapparlo al volo. Non fece in tempo a scostare il viso che la bestiola glielo leccò, riuscendo perfino a metterle la lingua in bocca costringendola a fare boccaccia schifata. Celò i sospiri, causati dall’emozione di trovarsi in casa col ragazzo che aveva scelto per fidanzato, stringendosi il cane al ...
... petto. Si sedette sul bracciolo della poltrona di Mauro e si aiutò a superare il pudore di cingere le spalle di un uomo davanti a suo padre, per la prima volta, scompigliandogli i capelli. Poi l’imbarazzo si trasformò in un risolino quando nonna Martina le riferì come Drillo avesse sottoposto Mauro alla prova simpatia. «Vado in camera mia a mettere qualcosa per stasera», mormorò a Mauro in un orecchio. Gli diede perfino un bacetto sulle labbra e scomparve dietro la porta a vetri della zona notte. «Allora, Mauro, ndem a fare il ritocco a questo scarabocchio?» lo sollecitò Riccardo. «Ah, ti va di restare a cena con noi?» «Silvia vorrebbe che andassimo a mangiare la pizza a Montelignano. Ci saremmo fermati a vedere i fuochi artificiali.» «I fuochi iniziano a mezzanotte perché, prima, c’è la partita di calcio», gli riferì Riccardo. «Potreste andare a vederli dopo cena. A Silvia farebbe piacere se cenaste in casa. Mangiamo la pizza pure noi, la domenica sera.» «Mauro la preferisci capricciosa o margherita?» «Che cosa, signora Tiziana?» «La pizza, la preferisci margherita o capricciosa?» «Oddio, mi scusi la distrazione, preferirei capricciosa.» «Anca par mi nè?» disse nonna Martina. «Mamma non la digerisci. La sera ti fa male.» «Gnanca un cicinin di quella al taglio?» «Va bene Tiziana», acconsentì Riccardo «altrimenti mangerà la nostra con gli occhi e ci terrà il muso tutta la sera.» Guardò la madre con piglio severo e si raccomandò che la masticasse bene. «Non farci chiamare il ...