1. Una moglie transgender.


    Data: 17/08/2017, Categorie: Trans Autore: Stefano e Sabrina, Fonte: EroticiRacconti

    Mentre facevo l’amore anale con Rocco mi venne in mente il giorno in cui ci eravamo conosciuti. Eravamo in un club dove io ero solita vendermi ai peggiori pervertiti della città. Un club principalmente frequentato da transgender in vendita, proprio come me. Io ero seduta ad un tavolo dell’area ristoro del club, ero nuda, come tutte le altre shemale, e anche i clienti erano nudi, e vagavano nel club alla ricerca di emozioni forti. E io stavo aspettando di essere rimorchiata da uno di loro, uno qualsiasi. Cinquanta euro la bocca e settanta il culo. Il prezzo però era contrattabile. Potevo scendere a sessanta se volevo. All’improvviso è apparso lui, il mio futuro marito. La sua erezione non era completa, non aveva raggiunto ancora la durezza necessaria per penetrare qualcosa. Mi vide e venne a farmi compagnia e mi disse subito che gli sarebbe piaciuto incularmi. Per me non era che uno dei tanti. Non aveva nulla di speciale. Quindi lo accontentai e mi feci penetrare, controvoglia, soltanto con l’intento di incassare i settanta euro. Dopo aver riempito il preservativo con il suo sperma il suo atteggiamento cambiò in modo radicale, quasi come se di fronte a me ci fosse un’altra persona, non più quella che mi aveva rimorchiato nell’area ristoro del club, ma un uomo sensibile, amorevole e affettuoso. Mi prese tra le sue braccia e mi chiese scusa. “Perché mi stai chiedendo scusa?”. Lui mi rispose che lo stava facendo perché mi aveva trattato da cagna. In effetti lo aveva fatto. ...
    ... Mentre mi penetrava non faceva che rivolgersi a me con appellativi davvero irrispettosi. Ma ci ero abituata. Lo facevano tutti. Ma lui non era come gli altri. Lui era un uomo speciale, e proprio per questo motivo era mortificato per essersi comportato in quel modo con me, proprio come gli altri. Il giorno dopo lui mi venne a cercare un’altra volta al club, ma io ero impegnata a fare una pompa a un altro cliente, col quale Rocco ebbe una colluttazione, perché secondo lui quello mi stava trattando da cagna. Ed era vero, ma ci ero abituata; tutti mi trattavano da cagna. A causa di quella rissa siamo finiti tutti in commissariato, anche se poi ci hanno rilasciati subito. E quindi me ne stavo per ritornare a casa quando ad un certo punto mi ero accorta che Rocco mi stava chiamando. Voleva propormi un accordo. Soldi per avermi tutta per se; dovevo essere soltanto sua e di nessun altro. Mi chiese quanto volevo, e io in principio non sapevo cosa dire. Pensai subito che doveva essere o molto ricco o molto matto per propormi una cosa del genere. E allora gli sparai una cifra, la prima che mi venne in mente. Duecento euro al giorno, ed ero tutta sua. Lui accettò e io fui molto sorpresa, perché se aveva accettato voleva dire soltanto una cosa, e cioè che io per lui non ero soltanto un buco da riempire. Per scoprire se faceva sul serio allora gli dissi che volevo subito i soldi, più due giorni anticipati. In tutto seicento euro. E anche in questo caso Rocco non fece una piega, e quindi andammo ...
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