Valentina, Federico e Gaia - PARTE 1
Data: 09/07/2018,
Categorie:
Dominazione / BDSM
Autore: Vale&Fede
... incontrarono per la prima volta alle cinque del pomeriggio in quell’elegante albergo di fronte all’entrata del quale, qualche ora più tardi, alle undici di una sera d’estate, Gaia si sarebbe trovata a guardare il suo telefono col cuore in gola. Come d’accordo, Federico era già nella stanza e qualche minuto prima delle cinque aprì la porta e la lasciò socchiusa. Dentro la stanza c’era il buio assoluto. Alle cinque in punto, Valentina entrò in silenzio, senza dire una parola. Si chiuse la porta alle spalle. E in quel momento, con una tensione erotica allo spasimo, la figa che era un lago, i nervi tesi, aspettò le parole di Federico. “Vieni qui” La voce di lui le era familiare. Si erano scambiati diversi messaggi vocali. Era una voce asciutta. Ruvida in superficie. Che esprimeva razionalità e controllo. Ma che reprimeva emozioni. Valentina si avvicinò. Il passo era quasi tremante. Non per il tacco 12, che abitualmente portava con disinvoltura ed eleganza, ma per l’eccitazione. Gli si avvicinò senza dire una parola. Gli arrivò vicino, fino a sentire il suo respiro. A sfiorargli le labbra. Lui le accarezzò la nuca delicatamente con entrambe le mani, sfiorandole la pelle del collo. Lei ebbe dei brividi che non riuscì a controllare. Le loro labbra erano così vicine che si sfioravano. “Parlami” Valentina esitò. Gli umori della sua figa avevano iniziato a calarle lungo le cosce. “Non… so cosa dire…” “Qualunque cosa” le sussurrò Federico stringendole i lisci capelli scuri “Voglio ...
... ascoltare la tua voce”. Dal primo momento in cui Federico ascoltò la voce di Valentina, in un messaggio vocale allegato a una mail, se ne innamorò. Non si era mai innamorato di una voce prima. La voce di lei era diventata in sé, per lui, un oggetto sessuale. Era delicata e fragile, e allo stesso tempo sensuale e profonda. Era una voce intelligente, onesta, allegra e ironica. Variabile in superficie. Ma che in profondità aveva dolcezza e perversione. Valentina rimase in silenzio, sovrastata dalla sua stessa eccitazione. In bilico fra lo scappare dalla stanza e l’abbandonarsi a quello sconosciuto. Federico iniziò a spogliarla delicatamente. I suoi occhi si erano abituati all’oscurità e nella penombra poteva intuire un corpo perfetto. Le aprì i bottoni della camicetta. Uno dopo l’altro. Lentamente. La fece cadere per terra. Le sfiorò i capezzoli, che erano gonfi di piacere. Glieli strinse forte: “Parlami” le ripeté con una voce calma e dura. “Sono qui Federico. Sono qui per te. Per soddisfare i tuoi bisogni. Le tue perversioni. Usami. Usami come vuoi. Quanto vuoi. Quando vuoi” Valentina gli sussurrò. “Si” rispose Federico. La sua eccitazione era talmente forte che doveva fare uno sforzo enorme per controllarsi. Per controllare quel momento. Per gestirlo. Le slacciò la leggera gonna che cadde a terra senza fare rumore. Le toccò la figa, che era coperta da un micro-perizoma di pizzo aperto. Sulla lingerie che lei doveva indossare era stato molto specifico. Era un suo feticcio. Si, la ...