1. Stanotte non sono solo


    Data: 18/08/2017, Categorie: Gay / Bisex Autore: alexwriters, Fonte: Annunci69

    ... non porto maschere, sono nudo di fronte a lei nel farle scorgere il mio bisogno di contatto umano.
    
    La vedo titubante, si ritrae ma le porgo la rosa, e ancora – per piacere, solo due chiacchere – non so se è la supplica nella mia voce, il tremolio nel porgerle il fiore, ma acconsente.
    
    Si deve cambiare, ci vorrà del tempo, se quando sarà pronta sarò ancora nel locale, prenderà da bere con me.
    
    Quasi non riconosco la sua voce, è così melodica, a volte dissonante, graffiante quando canta, ma adesso nel parlare è ruvida e roca, quasi dura se non gutturale.
    
    Mi preparo a una lunga attesa e mi siedo al bancone del bar, sono rimasto l’unico cliente e mentre i camerieri sparecchiano, riordinano e spazzano, inganno l’attesa osservando i cubetti di ghiaccio sciogliersi, cambiare forma, diventare mostri leggendari, cavalieri, e ritornare acqua informe.
    
    Alla mia destra si siede un uomo, mi guarda fisso, mi imbarazza l’intensità con cui mi osserva, ne sarei lusingato in altre occasioni, ma adesso sto aspettando Lei, la Voce, la Mia Voce.
    
    Eppure mi sento attratto e curioso alzo lo sguardo, di fronte a me c’è la chimera più spettacolare che abbia mai visto con in mano una rosa blu, la mia rosa blu.
    
    Lo guardo inebetito, cercando di collegare i pezzi, e più lo guardo più il suo sguardo si vela, si adombra, di scatto si alza, mormora un mi dispiace ed è pronto a scappar via.
    
    E per una volta i miracoli accadono, mi riprendo e riesco a mettergli una mano sul braccio, lo ...
    ... fermo e come prima – per piacere, solo due chiacchere –.
    
    Un sorriso timido distende due labbra carnose, riconosco il pomo d’adamo, l’ampiezza delle spalle degne di un nuotatore, il fisico longilineo e asciutto di corridore e mi perdo nello sguardo più intenso che mi sia scivolato addosso. Cioccolato e nocciola con pagliuzze dorate screziate di verde, uno sguardo avvolgente ma pungente, uno sguardo antico e innocente, come la sua voce, come la sua musica.
    
    E iniziamo a parlare, ci perdiamo, ci confondiamo l’uno nell’altro, accavallando discorsi, impreziosendo silenzi, scoprendoci affini, uguali e diversi.
    
    Siamo magia, siamo melodia, chiave di basso e violino che si incontrano e suonano insieme.
    
    Siamo uno spartito e ci raccontiamo in suoni, bassi e grevi, acuti e vibranti, ci fondiamo insieme e diventiamo un noi.
    
    Non so come ci troviamo a casa mia, mi sento impaurito nel portarlo nella mia tana, è spoglia, come mi sento solo e vuoto io, ma ci sono anche piccole sorprese come i cuscini rosso acceso, le ciabatte pelose a forma di cane, piccole cose, la mia battaglia quotidiana per non soccombere.
    
    C’è la sua paura, il suo sentirsi incompreso, è un uomo, ma per cantare deve trasformarsi, deve lasciare che sia la sua voce, la sua essenza a rivelarsi, e la voce è femmina e così si traveste. C’è la sua paura del rifiuto, del ridicolo, dello scherno.
    
    E mi rendo conto che siamo entrambi chimere, siamo fatti di più parti, l’immagine che offriamo al mondo, il riflesso di ...
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