1. Storia di monica e laura (l'incontro).


    Data: 30/08/2018, Categorie: Lesbo Autore: Candido1967, Fonte: Annunci69

    Mio marito morì in una piovosa mattina di aprile a poco più di sessant’anni. Rimasi vedova a 56 anni, avendo trascorso gli ultimi due anni della mia vita ad accudire e curare Antonio gravemente malato. Troppo giovane per chiudermi nel lutto; con ancora troppa voglia di vivere e scoprire per dire “è finita”. Gli ultimi due difficili anni avevano, se non altro, permesso di riallacciare un dialogo ed un rapporto con mio marito, ormai per me poco più che un estraneo con il quale convivevo per pura convenienza. La malattia lo aveva reso più vulnerabile, più fragile ed indifeso, impaurito della morte e, dunque, più umano. Ma anche questo riavvicinamento non era bastato per ricucire quel rapporto ormai gravemente lacerato da anni. Non provai alcun dolore alla sua morte; non piansi. Mi sentii invece all’improvviso libera. Libera di disporre del mio tempo e della mia vita come non mi era mai accaduto prima di allora. Mio figlio, Marco, ormai da cinque anni non viveva più con noi; non aveva mai sopportato suo padre ed alla prima occasione se ne andò di casa a convivere con la fidanzata. Anche per Marco la morte del padre non fu un grande dolore.
    
    Ed ora che facevo di tutta quell’improvvisa libertà? Da dove partivo a vivere la mia nuova vita? Accesi il computer e mi dissi “partirò dal mio principale interesse ed amore: la letteratura”. Ben presto trovai un ciclo di incontri che si teneva il martedì sera presso la biblioteca della mia città, Rimini.
    
    Lettura e commento di brani di ...
    ... alcuni dei più importanti narratori italiani del Novecento. Quello di martedì venturo era già il quarto incontro, su Alberto Moravia autore che io avevo amato fin da ragazza. Ecco, la mia vita sarebbe ripartita da lì, da quel ciclo di incontri.
    
    Per quella sera mi preparai un vecchio vestitino scuro di lino; erano ormai più di cinque anni che non lo indossavo ma, in quegl’anni, il mio fisico non era molto cambiato e mi andava ancora alla perfezione: lungo poco sotto alle ginocchia e con una scollatura non troppo provocante ma sufficiente a mostrare l’attacco del mio seno ancora florido e piacente. Lo avrei abbinato a collant neri e a scarpe con un tacco medio. Infine avrei completato con un girocollo ed orecchini di perle, una borsetta di velluto porpora ed un sottile velo di trucco che esaltasse il nero dei miei occhi ed il contorno delle mie labbra sottili.
    
    Arrivai con venti minuti di anticipo e quando entrai nella sala vi erano solo poche persone. Mi scelsi un posto in seconda fila, ancora completamente vuota. Nell’attesa che l’incontro avesse inizio tirai fuori dalla mia borsetta “L’uomo che guarda”, uno dei romanzi di Moravia fra i miei preferiti, e mi accomodai sulla sedia leggendo qualche pagina a caso.
    
    Ben presto si sedette accanto a me una giovane donna, sulla trentina. Notai subito la sua figura slanciata e snella, lunghe gambe fasciate da jeans stretti che ne risaltavano la perfezione, un maglioncino leggero che faceva intuire piccoli seni che quasi, con il ...
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