1. Venice


    Data: 04/10/2018, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Jeune fille, Fonte: RaccontiMilu

    L'estate scorsa un po' per fortuna un po' perché mi sono saputa vendere bene, ho trovato un bellissimo posto di lavoro a Venezia in un negozio vicino a San Marco; l'unica pecca era una lunghissima pausa pranzo di tre ore che mi faceva lasciare il mio fresco negozio per farmi immergere tra la folla ed il caldo. Il periodo non era dei migliori per me, ero appena stata lasciata per un altra dal ragazzo di cui ero innamoratissima e non ero ancora del tutto sicura di cosa fare in futuro dopo quella batosta. Quelle tre ore libere erano un inferno per me, lasciata sola con i miei pensieri senza avere il supporto delle colleghe che con le loro risate sapevano tirarmi su il morale, quindi per distrarmi e per pensare ad altro girovagavo e mi perdevo per Venezia, entravo nei negozi e nei bar. Un po' di compagnia la trovavo quasi sempre comunque, anche perché, diciamocelo, mi considero una gran bella ragazza e questo mette d'accordo tutti: gondolieri, baristi e turisti! Una ventenne alta 1,65 dalla terza abbondante, snella e scattante grazie ai ponti ed alle continue corse per prendere il treno, capelli lunghi castani e grandi occhi blu che so decisamente come usare...ormai i gondolieri mi chiamavano "Miss Tu-mi-turbi", forse riferendosi alle gonne corte ed alle canottierine che mettevo per provare a sconfiggere il caldo...inutilmente...Infatti proprio con lo stesso scopo, un giorno, durante i miei giri di esplorazione, mi infilai in una stretta calletta non distante da San Marco ...
    ... cercando riparo dal sole e da tutti quei turisti. Trovai quello che secondo me è uno dei posti più belli della città. Incassato dopo un sottoportico e dietro una curva, c'era un piccolo attracco con degli scalini e due bassi muretti su cui potersi sedere. Era all'ombra, riparato dalle alte case lì attorno, e l'acqua del canale e un po' di brezza portavano del fresco. Poche persone si inoltravano fin lì e dalle finestre aperte degli appartamenti non si affacciava nessuno; solo raramente passava qualche gondola o qualche barca nel canale: trovato quel posto da favola, ci tornavo ogni giorno a stare al fresco e a fare le mie parole crociate.Quando un giorno, finché andavo verso il mio posticino, sentii rimbombare nella calle dei passi dietro di me. Naturale pensare a qualche turista in cerca di uno scorcio nuovo da fotografare o a qualcuno che stesse semplicemente passeggiando; per arrivare dove volevo mancavano ancora 300 metri e sicuramente avrei seminato prima quei passi. Ma quasi arrivata al sottoportico sento ancora la presenza di qualcuno dietro di me... Continuo a non farci caso (non sarebbe stata la prima volta che qualche straniero molto audace fosse arrivato fin lì spinto dalla curiosità), così mi siedo sul muretto e faccio finta di nulla frugando nella borsa. I passi mi raggiungono e presa dalla curiosità alzo lo sguardo.Era un ragazzo biondo che avrà avuto la mia età o poco più e la tipica tenuta da turista americano in jeans, polo e cartina spiegazzata e rovescia in mano. ...
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