1. Miele


    Data: 09/01/2019, Categorie: Voyeur Autore: beast, Fonte: EroticiRacconti

    La modella si rivestì mestamente dietro il paravento in tessuto a disegni giapponesi, lui non era per niente soddisfatto del lavoro svolto e le aveva detto di rivestirsi ben prima che le due ore pattuite fossero trascorse. Quando la donna fu uscita dallo studio lui prese la tela e la squarciò con due rabbiosi colpi della spatola che usava per stendere i colori. Era veramente di cattivo umore e non capiva se fosse a causa della sua incapacità di rendere sulla tela quello che aveva davanti agli occhi o se fosse quello che aveva davanti agli occhi, cioè la modella, a non tirargli fuori niente di interessante. Si infilò il corto cappotto di lana nera, prese la tracolla che conteneva i suoi blocchi per gli schizzi e uscì dal piccolo studio che affittava in una delle tante mansarde di via Principe Amedeo. Uscì dal palazzo e dopo aver percorso un’isolato di Via Accademia Albertina si immise nel via vai di gente a passeggio per Via Po. Era giovedì sera, da sempre considerata dai torinesi la serata libera delle domestiche, e i portici brulicavano di giovani servette, sartine, commesse e di altrettanti giovanotti che facevano avanti e indietro per le vie del centro sperando di agganciare qualcuna di loro e concludere degnamente la serata. Vedere tutta quella gente, che similmente alle formiche, si affannava con un obbiettivo così greve, non fece che aumentare il cattivo umore del giovane artista. Passeggiava con i pugni chiusi in tasca rimuginando sulla bassezza degli istinti umani ...
    ... senza rendersi conto che, proprio manovrato da questo istinto, stava inconsciamente dirigendosi verso la casa chiusa di Madame Chantalle in Via Bava. Riconoscendolo come cliente abituale, l’energumeno che stava di guardia all’ingresso gli aprì il pesante portoncino e lo introdusse nel vestibolo, al di là di una coltre di pesanti tendaggi di velluto bordeaux si sentivano le note ovattate della musica e le risate della gente che sostava nel salone comune. Una volta oltrepassata quella barriera di tessuto, il naso dell’uomo venne colpito dal l’odore dolciastro dell’incenso che bruciava su diversi piattini di ottone, mandando delle sottili spirali di fumo a dissolversi verso il soffitto. La grande stanza era illuminata da un enorme lampadario a gocce di cristallo. Sulle pareti rivestite di carta da parati di stile impero, facevano mostra delle brutte riproduzioni di .... e delle sue famose .... che avrebbero dovuto stimolare i clienti se non fossero già predisposti al... Anche alle alte finestre pesanti tendaggi di velluto damascato ornati da frange ovattavano i rumori provenienti dalla strada e al tempo stesso creavano una cupa atmosfera. Sulle poltrone e sui divanetti i clienti fumavano e chiacchieravano sguaiatamente con le ragazze, che, assai poco vestite lanciavano stridule risatine gettando indietro la testa. In un angolo, dietro un banchetto, seduta su un alto sgabello Thonet, Madame Chantalle, al secolo Elvira Strizzani, anni 56 mal portati, guardò con indulgenza il nuovo ...
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