1. Sei solo e vorresti un partner, hai un partner e vorresti la solitudine....


    Data: 20/08/2017, Categorie: Etero Autore: SexCulture, Fonte: Annunci69

    Per fortuna che ci sei. Per fortuna un giorno ti ho scoperto. Ho trovato in me una risorsa che mi ha salvato dalla bufera della disperazione, dall’abisso più nero.
    
    Non ne ricordo i particolari, ma è impressa nella mia memoria e nella mia anima la sensazione che provai nel momento in cui decisi di cominciare a scrivere: solitudine. Mi sentivo sola, persa. Infreddolita in un anonimo letto d’albergo, mi sentivo naufragare, come se tutto intorno a me girasse vorticosamente; invece tutto era silenzioso, immobile. Ed io ero sola.
    
    Guardavo nervosamente nella stanza alla ricerca di una qualsiasi occupazione che alleviasse quella fastidiosa sensazione di inutilità che sentivo avvolgermi sempre più. Avevo davanti a me una notte intera: una notte da passare sola, triste e disperata. Disperata per un amore che non c’era, che sognavo e che il destino sembrava non volermi riservare. Un amore talmente bello da sembrare un quadro dipinto, dove ogni colore, ogni sfumatura, persino ogni espressione era così perfetta da non poterci credere. La mia mente vagava alla ricerca di piccoli particolari, piccoli e fragili frammenti di vita: voci, suoni, scritti. Piccoli omaggi, sciocchi pensieri a me sola riservati. Di questo era fatto il mio amore: di una voce lontana e di un’emozione fortissima.
    
    Di quelle emozioni che ti catturano in un lampo, come se fino a quel momento tutto fosse rimasto avvolto nel buio e, d’improvviso, ecco la luce. Finalmente. Ma il mio amore era solo un’idea, che mi ...
    ... scaldava il cuore, che rischiarava le mie giornate, che accompagnava ogni mio respiro, ma che non c’era. Così, come per effetto di un malefico incantesimo, ecco apparire la solitudine. Quella cattiva e fredda sensazione di morte, che attanaglia l’anima, fino a stritolarla. E allora non bastano più le immagini, i ricordi, le speranze. Tutto si tinge di nero, sbiadisce, scolorisce velocemente, lasciando un solco doloroso di lucida follia.
    
    Dovevo fare qualcosa: cominciai a scrivere.
    
    Sono passati due anni da quel momento e ancora scrivo. Di lui, ma non solo. Ho scritto della mia vita, dei miei desideri, dei miei pensieri. Ho scritto della mia passione, della mia gioia, ma soprattutto del mio dolore. Oggi, invece, scrivo di una cosa nuova: scrivo del disprezzo.
    
    Ho sempre creduto che quando ci si innamora davvero, quando si pone al centro della propria vita una persona la si ami per sempre. Ed in parte ci credo ancora. Io ho fatto questa scelta, anche se non so quanto consapevole fossi di intraprendere una strada che porta, sempre e necessariamente, verso la sofferenza. Ma l’ho fatto con entusiasmo, con gioia, soprattutto con amore. Ho amato tanto, tantissimo un uomo che non c’era, non solo per la distanza che le nostre vite lontane avevano posto tra noi. Un uomo che non era parte della mia vita, né il sostegno nel momento del bisogno e nemmeno il compagno di risate e momenti felici. Ma io lo amavo lo stesso. Amavo di lui il suo essere così diverso, così scostante e così ...
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