1. Il vestito di Silvia


    Data: 18/03/2019, Categorie: Zoofilia Autore: babbacombe lee, Fonte: EroticiRacconti

    ... lentamente le labbra della sua vagina cedevano, si aprivano, sotto la spinta dell’animale e poi era anche bagnata, sì, certo, era lo sperma del cane … non solo. Trattenne un gemito, mordendosi le labbra, perché non voleva farsi accorgere dal padrone del cane che le stava di fronte, e la guardava come se volesse studiare le sue reazioni. Silvia cacciò un grido, quando il cane riuscì a vincere l’ultima resistenza di Silvia, e le infilò dentro il resto del suo arnese. “Ahi! Oddio! Mi fa male!” “Bene, è entrato il nodo”, disse lui. Il cane aumentò il ritmo, mentre la parte finale del pene che le era appena entrata dentro iniziava a gonfiarsi, dandole una strana sensazione di sentirsi piena. Le scappò un gemito, poi un altro, ora Silvia respirava a bocca aperta, l’uomo le scostò di nuovo i capelli dal viso. “Esperienza interessante, vero?”, le disse passandole un dito sulle labbra semi aperte. Silvia rispose con un nuovo gemito, era stanca, sfinita dal dover tenere così a lungo quella scomoda posizione, ma si rendeva conto di non avere scelta e poi … Le sfuggì un grido, le sembrava di sentire il pene gonfio che pulsava dentro di lei, più gonfio, sempre più gonfio. Fino ad ora aveva assecondato il movimento del cane che le stava sopra, ora cominciò a muoversi anche lei, quello che l’uomo aveva chiamato nodo, e che doveva essere la parte finale, era così grande che impediva al pene di uscire completamente da lei, così, quando Silvia si spostava indietro, arrivava a schiacciarsi ...
    ... contro i testicoli dell’animale, ma quando si spostava in avanti, sentiva la vagina che si dilatava forzata dal nodo. Quest’ultima era una sensazione dolorosa ma piacevole allo stesso tempo, che lei non aveva mai provato, e così continuò a muoversi in questa maniera finché non venne il momento. Le braccia di Silvia cedettero e lei finì con il viso nella conca creata dalle gambe incrociate del padrone del cane, con una guancia poggiata proprio sul pene dell’uomo. Sentiva l’erezione attraverso la stoffa dei suoi pantaloni, mentre gridava e gemeva in preda ad un orgasmo incontenibile. Subito dopo il cane la inondò di sperma, le sembrò non finire mai, mentre il padrone le carezzava dolcemente i capelli. Sentì umido a contatto della guancia, il padrone del cane era venuto anche lui, si era eccitato nel vederla scopata dal suo cane, ed una grande macchia scura si stava allargando sulla stoffa dei pantaloni. Il cane le scese dalla schiena e si girò di 90 gradi, ma rimase attaccato a Silvia. “Non ti muovere, vi fareste male tutti e due, bisogna aspettare che il nodo si sgonfi.” Silvia aspettò paziente, mentre l’odore acuto di sperma trasudava dai pantaloni dell’uomo, stordendola. Sia lei che il cane provarono più volte, con una certa delicatezza a staccarsi, poi, alla fine, dopo una ventina di minuti, il nodo si sgonfiò e Silvia fu libera di rimettersi in piedi, mentre cane e padrone si allontanavano. Rimase a lungo appoggiata all’albero, con fiotti di sperma che le colavano lungo le ...