1. 186 - Giulietta e Letizia inculate di brutto dai fratelli e dal padre


    Data: 19/04/2019, Categorie: Gay / Bisex Etero Incesti Sesso di Gruppo Lesbo Dominazione / BDSM Autoerotismo Autore: ombrachecammina, Fonte: RaccontiMilu

    ... recuperando il fiato. Forse quelle sue grosse palle gli erano arrivate fin dentro lo stomaco? Occhio per occhio e��La camera riservata a me ed alla mia amica Letizia era al piano di sopra ma non quella della volta precedente, bensì una un po� più piccola, ma d�angolo, molto luminosa e con una vista fantastica. Al di là delle mie vicissitudini sessuali, quel posto aveva per me sempre un fascino senza confronti e, come la volta precedente, uscii sul terrazzo, esso si sporgeva da un lato verso il mare e dall�altro si affacciava in direzione della lussureggiante collina.Lontano, il mare, macchiato qua e là da bianchi cavalloni che il vento agitava e lasciava che dapprima si suicidassero nelle azzurre acque e subito appresso rinascessero più forti e violenti di prima. All�orizzonte alcune barche beccheggiavano e si agitavano tornando verso riva. Dalla parte opposta la collina punteggiata di alberi, alcuni piccoli, esili, nascosti fra quelli più alti e svettanti, poi i pini altissimi, appuntiti ed eternamente verdi.Da quella posizione si godeva di uno spettacolo incredibilmente vario. Il mare, come un amante affettuoso, accarezzava la collina con le sue onde e quest�ultima gradiva quel massaggio salmastro ed in cambio si abbelliva popolandosi di folta e rigogliosa vegetazione. Al fondo del terrazzo si vedeva un altro scenario; la costa da quel lato del poggio era un poco più brulla e si notavano dei canaloni in secca che parevano dei grandi scivoli per bambini. Essi conducevano ...
    ... verso il villaggio, i cui tetti in pietra delle case, si poteva dire, che formassero una specie di scalinata a mano a mano che essi digradavano e raggiungevano gli stretti vicoli lastricati. Distribuiti su quel colle, molti cipressi e parecchi abeti; essi, mossi dal vento si agitavano, si piegavano, quindi prontamente, più arzilli di prima, ritornavano dritti in piedi pronti a combattere ancora. Immersa in quello stato di assoluta contemplazione, pensai alla vita che spesso ci crea grossi problemi tentando di buttarci a terra definitivamente. Ecco, l�esempio di come resistere e non arrendersi mai era tutto lì, raffigurato da quegli enormi pini che si piegavano al vento ma che resitevano e lottavano strenuamente per rimanere in vita.Ebbi l�immagine di quelle case sottostanti; me le rammentai sussurranti, traboccanti di facezie e pettegolezzi, ma anche maniacalmente ordinate e pulite, esse mi vennero in mente come delle piccole scatole dorate, adagiate sui duri lastricati in pietra, addossate le une alle altre, le porte scure con le finestre quadrate e piccole, chiuse come prigioni da pesanti inferriate.Sulla via maestra, quella che, come mille altre vie in Italia, era stata nominata Via Roma, una ragazza con una maglietta rossa, camminava lenta dondolando una borsetta di vimini intrecciato. Con lo sguardo la seguii e la vidi salire i moltissimi scalini della chiesa. Anche io sarei dovuta entrare in quel luogo e magari confessare al prete di turno i miei gravissimi peccati. Ma di ...
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