1. Puttana in Trasferta: Vedi Napoli, e Muori


    Data: 26/04/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Patrizia V.

    ... mogliettina accorre premurosa… … E io una delle sorprese più grosse della mia vita. Neanche trent’anni, piccolina, snella, bruna: piuttosto attraente, con un grembiule da cucina a coprire la gonna leggera e la camicetta colorata, pantofole ai piedi fasciati nelle calze… Sgrano gli occhi nel riconoscerla. - Angela! Lei ammutolisce nel riconoscemi a sua volta: - Pat! Che ci fai qui? La moglie dello stronzo è la sorella stronza della mia amica Elena. Lui appare più sbalordito di noi, e guarda la moglie con espressione bovina: - Voi due vi conoscete? - Già – faccio io – Piuttosto bene… - Vincè – balbetta lei - Chesta è a’ pazza e’ cui te aggio parlà: l’amic e’ sòrema… Ho sempre la pistola puntata al marito, ma non posso fare a meno di guardare la moglie; il delinquente se ne rende conto, e non si lascia sfuggire l’occasione. Vincenzo (si chiama così?) scatta e mi sferra un calcio alla mano, facendomi saltare via la pistola. Istintivamente faccio un passo indietro ed evito il calcio successivo, ma poi il camorrista mi è addosso e mi afferra alla gola contando sulla sua forza fisica. Io però sono ancora incazzata come una jena, e gli sferro con tutti i sentimenti una tremenda ginocchiata fra le palle. L’uomo caccia un urlo lacerante e si piega in due dal dolore. Finirebbe lì se quella rincoglionita di Angela non si lanciasse in soccorso del suo maschio vilipeso: mi si getta addosso gridando come una furia isterica, e mi tocca prima difendermi con un braccio, poi sferrarle un ...
    ... cazzotto nello stomaco per metterla fuori combattimento. Angela emette un gemito strozzato e stramazza a terra bocconi, scalciando e vomitando sul pavimento. Però la sorella stronza di Elena mi ha distratto quanto basta al marito per riprendersi almeno in parte dalla ginocchiata nei coglioni. Lo vedo portarsi una mano sotto la giacca, e capisco di avere poco tempo. Mi getto in terra per recuperare la mia Shield, l’afferro, rotolo sul fianco e sento partire il colpo di Vincenzo. Avverto un tremendo bruciore al fianco sinistro, ma l’adrenalina mi mantiene lucida quanto basta da puntare la pistola sull’uomo dritto in piedi e tirare il grilletto. Il tonfo del colpo che parte, il rinculo, il rimbombo della detonazione nell’ambiente ristretto, il fumo e l’odore della polvere da sparo combusta… Un grugnito: il mio proiettile ha raggiunto Vincenzo al basso ventre, entrando verso l’alto: lo vedo piegarsi e lasciar cadere l’arma, che sbatte rumorosamente a terra. Poi, lentamente, cade anche lui sul pavimento, con un tonfo più sordo e un rantolo. Il rumore successivo è il grido isterico di Angela, che mi risveglia spiacevoli ricordi: quante volte l’ho già sentita strillare come un’oca selvatica? - Piantala! – le intimo, seccata: - Fai più casino tu delle nostre due pistole messe insieme. Mi alzo in piedi, mentre lei arranca sul pavimento verso il marito, piangendo istericamente. Le sferro un calcio per tenerla a distanza, poi controllo il camorrista che rantola a terra in una pozza di sangue ...
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