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Puttana in Trasferta: Vedi Napoli, e Muori
Data: 26/04/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Patrizia V.
... scuro che si allarga a vista d’occhio. Il proiettile è entrato basso, ma con quell’angolazione deve avergli perforato lo stomaco perché il maiale ha già la pocca piena di sangue e sta chiaramente agonizzando. - E’ spacciato – informo la prossima vedova – Peggio per lui, ma non sarebbe successo se tu non ti fossi impicciata come al solito. Angela si getta sul corpo del marito, scosso dagli ultimi sussulti, piangendo come una pazza: - Vincenzo! Enzino mio, cosa ti hanno fatto… Io recupero la busta con i soldi, poi chiamo Eva e le spiego che il contatto è bruciato e che dobbiamo esfiltrare alla svelta, Infine afferro Angela, le mollo due schiaffoni per calmarla e me la trascino giù per le scale, lasciando il suo portatore di cazzo a crepare da solo sul pavimento di casa sua, affogato nel suo stesso sangue. Mezz’ora neanche di corsa a piedi e poi sul taxi abusivo fino a Santa Lucia, e siamo a bordo della Serenissima, con i motori già accesi da Jasmine. Eva ci ha coperto le spalle per tutto il tempo e arriva per ultima, caricando la moto a bordo mentre io spingo la prigioniera in lacrime dentro il quadrato. Lasciamo il porticciolo sotto Castel dell’Ovo e facciamo rotta verso Nisida, che dista meno di un’ora. Durante il tragitto, Angela piangnucola senza sosta nel quadrato, con Eva che la tiene d’occhio; io faccio rapporto per radio, confermando di aver recuperato i soldi oltre ai registri, avvertendo dei contrattempi occorsi e segnalando di avere una prigioniera a bordo; nel ...
... frattempo Jasmine mi medica il graffio al fianco… Mi rimarrà una brutta cicatrice, ma mi è andata bene. Poi, una volta attraccati nel porto sicuro di Nisida, mi preparo a lvorarmi la mia prigioniera. Angi: stupida, bigotta, ipocrita, vigliacca, egoista, traditrice, ninfomane… Soprattutto stupida. La detesto da quando l’ho conosciuta, e se non l’ho ammazzata è stato solo per l’amicizia che mi lega a sua sorella Elena, che è tutto l’opposto. Adesso però è riuscita ad attraversarmi la strada un’altra volta, e proprio in un momento in cui sono di pessimo umore. Mi guarda con gli occhi sgranati: è seduta sul divano del quadrato, ancora con indosso gli abiti da casa che indossava quando ho fatto irruzione a casa sua. - Patrizia… Cosa vuoi farmi? Perché mi hai portato qui? E’ spaventata… Brava. Fa bene ad esserlo. - Tuo marito era affiliato alla camorra, e ha cercato di farmi uccidere. Potevo usarlo per ottenere informazioni, ma tu mi hai costretta a ucciderlo. Adesso dovrò usare te per ottenere quelle stesse informazioni. - Cosa? Ma… No! Vincenzo non avrebbe mai… E poi io non so niente… Le tiro un bel manrovescio in faccia e le spacco il labbro. - Ah! – fa la stronza, sputando qualche gocciolina di sangue. Le strappo il grembiule, poi le faccio saltare i bottoni della camicetta. Prendo il coltello e le taglio il reggiseno fra le coppe, per poi strapparglielo. - Tu adesso imparerai una volta per tutte a fare quello che ti dico io – le dico con voce piatta – Parlerai quando lo dico io, e ...