1. Gennyalata


    Data: 01/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: VicentinoGrey

    ... che lo toccassi. Non c’è stato verso di rianimarlo, dopo. Si era completamente svuotato. Lui appagato, io infoiata. Poi ha ricevuto un messaggio da sua madre, preoccupata perché sua sorella stava vomitando e così è corso a casa per portarla al pronto soccorso. -Apri la bocca – le disse Genny – iniziamo. Caterina si trovò una fragola da masticare e la morbidezza della polpa non le impedì di proseguire con il racconto. -Lui è uscito e mi ha lasciato con le tette in fiamme e la figa zuppa. Non avevo voglia di toccarmi: ero incazzatissima, nervosa e…avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno e quindi ho pensato a te. Bleah..che schifo! Cosa mi hai fatto mangiare? Gorgonzola? -Fa schifo anche a te? Toh, bevi questo. Genny le diede il latte e poi proseguì come aveva fatto Massimo, alternando cibi e verdure o frutta. Pecorino, mela, limone, nutella, peperoncino, vino, carota, sedano, pesca, cipolla, tè, salame, sale, birra furono ingurgitate o sputate dopo una breve masticazione, accompagnando l’espulsione con le smorfie più diverse. La vista delle grosse tette arrossate però agitava il basso ventre di Genny, al pari del potere che sentiva nelle proprie mani. Fece un cenno a Massimo di uscire dallo stanzino, appoggiando poi l’indice sulle labbra sporgenti e sul naso, invitandolo a non fare rumore. -Così ti ha fatto male e non ti ha fatto godere – riprese Genny - ma come fa a conciarti in questo modo e soprattutto perché tu glielo permetti? -Non lo so. Io, se sono eccitata, sento un po’ ...
    ... di male, ma meno di come lo sento se fossi normale. Voglio dire: se sono a casa o a scuola e mia madre o uno qualsiasi mi tocca le tette per sbaglio, sento male anche se il tocco è leggero. Con Roberto invece mi molla delle pappine molto più forti eppure non mi dà lo stesso fastidio. Stasera ci ha dato dentro e mi ha lasciato quei segni, ma non ho sentito dolore più del solito. Gli occhi di Genny ebbero un guizzo di luce. -Mi fai provare, per capire quanto devono essere forti le sberle per farti male? -Questo però non è quello che ti ha fatto Massimo, o sbaglio? -No. Lui mi ha solo fatto mangiare di tutto e poi mi ha fatto un’altra cosa che ti farò provare dopo averti preso a sberle. Sei pronta? Caterina era già in fregola per la strana avventura che stava vivendo e, per rispondere con un cenno di assenso, prese solo il tempo necessario per non sembrare una cagna in calore. Genny la colpì sul suo seno sinistro con una manata lieve. Nessuna reazione da parte della prigioniera. Ruotò il palmo della mano destra e la colpì di rovescio sull’altro seno. Niente. Le diede una seconda coppia di schiaffi, ma con più forza. Nessuna reazione, se non un impercettibile apertura delle labbra carnose. La terza coppia di manate echeggiò nella stanza e stavolta Caterina emise un lieve mugolio. Genny cambiò tecnica: colpì i seni alternativamente con le due mani, come se fosse una foca che gioca con la palla: la ragazza sembrò apprezzare questa novità, espirando con la bocca semiaperta. Massimo ...
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