1. Gennyalata


    Data: 01/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: VicentinoGrey

    ... batté la mano sulla spalla di Genny e inarcò le sopracciglia, meravigliato di quello che vedeva. La ragazza lo imitò nell’espressione facciale e poi abbassò lo sguardo sul bozzo in mezzo alle gambe. “Notevole!”, commentò mentalmente e poi rivolse il pensiero alla punizione di Cate, “e adesso cosa mi invento per capire quanto e come posso andare avanti?” La risposta arrivò dopo pochi secondi: raggiunse la zona del forno dove era appeso un grande e rumoroso orologio da muro e lo portò vicino allo scaffale dove era legata l’amica. -Adesso andiamo a tempo – spiegò Genny all’amica – userò l’orologio come metronomo per batterti. -Ok – confermò lei, respirando a fondo e facendo cadere la mandibola a Massimo, che era concentrato sulle sue tette che si alzavano e abbassavano. Genny attese che la lancetta dei secondi arrivasse alle dodici e poi iniziò a schiaffeggiare l’amica al ritmo di una sberla al secondo, metodica anche nell’intensità. Dopo mezzo minuto di colpi laterali, Genny cambiò direzione e la smanacciò dall’alto, aumentando la forza con cui calava il palmo delle mani. Caterina stavolta cominciò a emettere suoni inarticolati e Genny si sentì rincuorata a proseguire dopo il primo minuto, colpendola da sotto e facendole alzare le tette a ogni colpo. La duplicazione dello stimolo sembrò scatenare la ragazza masochista: la pesantezza della mammella che ricadeva era un ulteriore fastidio che in quella situazione si mutava in un impulso stuzzicante. Passato il minuto e mezzo, ...
    ... Genny volle provare la combinazione delle sberle precedenti. Nei successivi trenta colpi cambiò direzione agli schiaffi e aumentò ancora la forza. Le tette venivano spostate lateralmente o dall’alto in basso, il colpo su una propagava il movimento dell’altra che veniva poi picchiata dalla mano che nel frattempo si abbatteva su di essa. La stanza amplificava il suono della mano sulla pelle tesa del petto e non si smorzava mai perché il colpo successiva ridava vigore all’eco. Caterina ansimava, mugolava e gemeva a seconda dell’efficacia dell’impatto sul suo petto. -Cosa faresti se invece di essere io, ci fosse Massimo a prenderti a sberle? -Glichiedereidiscoparmi – rispose tutto d’un fiato. -E se lui ritenesse che sarebbe troppo scontato e banale e ti chiedesse di fare qualcos’altro? -Fareiqualunquecosachemichiedesse. -Anche prendertelo in culo? – azzardò Genny, conoscendo la sua ritrosia nel fare sesso anale. -Sì! Adesso sì! Oh Cristo, che botta mi hai dato sul capezzolo: ho bagnato gli slip! Al termine del secondo giro di lancette e dopo centoventi schiaffi, Genny guardò la sua opera e poi si rivolse a Massimo, invitandolo a proseguire al suo posto. Le tette di Caterina erano arrossate, ma non allo stesso livello di come le aveva trattate Roberto. Eppure non sembrava di essere stata tenera nel dosare la forza. Il suo slip era chiazzato di umori. -Mi liberi adesso? – chiese, respirando velocemente, in preda a un’eccitazione senza pari. -No – replicò secca l’amica – ti faccio ...
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