1. Gennyalata


    Data: 01/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: VicentinoGrey

    ... prendere fiato perché voglio provare una variante. -Oh cazzo, Genny, ci stai prendendo gusto a farmi male? -Sei tu che ci stai prendendo gusto a farti sbattere le tette e io voglio capire fin dove ti spingi con Roberto. Dopo questo minuto, ti faccio fare l’ultimo gioco che mi ha fatto provare Massimo e ti libero. Genny si spostò indietro e lasciò il posto al ragazzo. Attese che la lancetta arrivasse nuovamente sulle dodici e Massimo iniziò a percuotere il petto della compagna con la cadenza stabilita dalla lancetta dei secondi. Caterina sembrò apprezzare anche quella grandinata di sberle fintanto che Massimo, passati trenta secondi, mise in atto quanto le indicava Genny alzando verso l’alto il palmo della mano, aumentando l’intensità delle manate. La ragazza cambiò registro e il suo divenne un lungo gemito interrotto da qualche strillo più acuto quando i capezzoli venivano colpiti. A Massimo sembrava di essere Rocky che si allenava in palestra e l’immagine lo turbò parecchio. Mai avrebbe pensato di provare piacere nel far soffrire in quel modo una ragazza, che però sembrava gradire quel trattamento spietato. Genny approfittò di quel minuto di tortura per riempire di gelato due coppette. Al passaggio della lancetta dei secondi sulle dodici, il ragazzo smise con i ceffoni e subito dopo Genny appoggiò le coppe di gelato sulle tette dell’amica, facendola strillare. -Ma quanto troia sei? - commentò – ho le tette in fiamme e tu mi butti sopra della roba ghiacciata? Ma come hai ...
    ... fatto a fare così presto a smettere con le mani e a rovesciarmi – annusò l’aria – gelato? Genny fece un cenno a Massimo, gli indicò il petto e lappò l’aria per fargli capire che gli ridava il compito di pulirle le tette. La cameriera lo osservò abbassare la bocca aperta sui capezzoli raggrinziti dal freddo e poi succhiare come un invasato per ingoiare la crema che nel frattempo si era sciolta. Guardò la testa del ragazzo che si spostava lungo tutta la superficie delle tette, mandando in orbita la compagna. La combinazione delle sberle ricevute e del piacere della lingua sulla sua pelle raffreddata dal gelato era indescrivibile. -Sei pure una mezza lesbica, oltre che una gran vacca! – commentò la prigioniera. Caterina muoveva la testa in tutte le direzioni. Bocca aperta, parole smozzicate, movimenti incontrollabili del bacino: Genny aveva osservato tutto ciò e pensò che fosse giunto il momento tanto desiderato. Si accucciò davanti all’amica e le sfilò le culottes. Caterina era un manichino nelle mani della compagna, diventata sicura ed efficiente come se nella mente della ragazza tutti i frammenti di articoli, chiacchiere, romanzi e video che parlavano di dominazione si fossero incastrati al posto giusto. Mentre Massimo proseguiva nelle lappate e succhiate, Genny fece allontanare il compagno e sciolse il polso destro di Cate. Senza darle un attimo di respiro, la prese per il braccio libero e la trascinò verso un carrello, dove lo legò a una gamba. Ripeté l’operazione con l’altro ...
«12...456...»