1. Gennyalata


    Data: 01/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: VicentinoGrey

    ... braccio e così, Caterina si trovò bendata e legata con le tette doloranti che penzolavano nel vuoto. Per impedirle di calciare, le legò le caviglie alle gambe del carrello con mezzo metro di cintura di un paio di grembiuli. -Allarga bene le gambe, adesso. Io prendo del burro. Caterina sapeva cosa sarebbe successo e che Genny conosceva il suo punto debole, ma era troppo sconvolta per obiettare. Mentre rovistava in frigo, Genny pensava velocemente a come umiliare l’amica che con sovente leggerezza le aveva buttato in faccia le sue prodigiose prestazioni sessuali, facendola sentire troppo spesso una ingenua e immatura verginella. Avrebbe mentito. Sì. Non c’erano alternative. Avrebbe mantenuta quella promessa di farle provare un ultimo gioco, ma Massimo non avrebbe usato le dita per sfiorarle le labbra: per Caterina si prospettava una prova ben più ardua. -Massimo mi ha fatto provare qualcosa di inaspettato, prendendo un oggetto che mai avrei pensato potesse sostituire un bel cazzo vero. -Di cosa si tratta? -Lo scoprirai dopo. Caterina sentì il cuore aumentare di frequenza e in pulsazioni. La cameriera prese una noce di burro e la spinse nel pertugio increspato dell’amica. Un gemito indefinibile uscì dalla sua bocca. Genny si adoprò ad allenare lo sfintere a essere allargato. Con il pollice prima e la coppia di indice e medio poi, ben avvolti da burro molle, fece un massaggio prolungato all’ano dell’amica. Con un messaggio labiale, disse “Nudo…nudo…nudo” a Massimo che sorrise e ...
    ... obbedì all’ordine ricevuto. -Adesso prendo un oggetto misterioso e proverai quello che ho provato io, mezz’ora fa – mentì, indicando al ragazzo il sesso dell’amica – devi solo rilassarti e vedrai che ti piacerà moltissimo. Massimo si era già spogliato e vedendo le labbra tumide e umide della compagna, non riuscì a frenare l’istinto animale del maschio attratto da una femmina prona. Il suo fallo entrò senza nessuna obiezione da parte di Cate, nè incontrò ostacoli. Ebbe l’impressione che la vagina desiderasse a tutti i costi avere qualcosa da avviluppare e lui era lì per adempiere al piacevole dovere. -Oddio – esclamò Caterina – sembra un cazzo vero! Cosa mi stai facendo, zoccola? -Vedrai dopo – ridacchiò. Caterina sembrava apprezzare moltissimo il trattamento un po’ rude dell’arrapato compagno di classe e Genny aveva tutte le intenzioni di bilanciare accuratamente piacere e dolore, esaltazione e umiliazione, paradiso e inferno. -Genny… -Sì? Che c’è? -Cosa mi stai facendo? Mi stai prendendo in giro. Ho sentito qualcosa oltre all’oggetto che mi ha infilato dentro: smettiamola, dai. Ne ho abbastanza! -Abbiamo appena iniziato. Vedrai che non ti pentirai: ti piacerà un sacco. -Abbiamo? Tu e chi altro? – disse Cate, alzando il tono di voce – Genny, cazzo, rispondimi. C’è qualcun altro oltre a te? Porca puttana! Genny!!! Chi mi sta scopando? – strillò – liberami, troia, o ti denuncio! Lasciami andare, puttana di una stronza rottainculo! Bugiarda bastarda! Chi cazzo mi sta scopando? ...
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