1. Prison Break


    Data: 19/05/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: MarcheseCiro

    I �I� che bello cule�. Mentre qualcuno le alitava queste parole fra i capelli sporchi, quattro dita e un pollice opponibile - non troppo evoluto a dire il vero- le avevano artigliato la parte alta della coscia sinistra. Il pollice schiacciato sull�anca e 4 unghie a scavarle pericolosamente il solco fra le natiche. Con quel culo sodo ma spigoloso che si ritrovava, Debora ebbe come l�impressione che le falangi dello sconosciuto le stessero per erodere il femore. Placche teutoniche. Che cozzavano fra di loro con tale pressione, che la tuta, la carne, il poco grasso, Debora li sentiva ridotti come carta pluriball nelle mani di un bambino che gioca con l�imballaggio di un gioco appena scartato. Fu il dolore più che l�imbarazzo. Un colpo di fucile a forma di schiaffo sibilò nell�aria umida del parlatorio seguito da un perentorio e secco: �Ma come ti permetti! Le mani tienile a posto, brutto maiale�. Senza aggiungere altro, Debora andò verso il tavolino assegnatole e si sedette incrociando le gambe nella tuta verde fango. Nonostante quella situazione, Debora rimaneva sempre Debora. La dirigenza non gliela avevano data a caso. Dall�altro lato del vetro, negli occhi di Roberto l�amore e l�affetto non sembravano molto diversi da quelli di dieci anni fa, quando il loro matrimonio era ancora solo una cotta. Quello sguardo avrebbe dovuto infondere calma e sicurezza, ma a lei quelle due pozzanghere verdi parevano solo spaventate, incredule e tanto arrabbiate. �Agente!� Roberto si alzò ...
    ... in piedi e tirò un cazzotto al pannello divisorio. La lastra di plastica non batté ciglio. Il plexiglas antiproiettile costa, ma non tradisce quasi mai le promesse sulla brochure. �Agente! Ha visto quel tipo cosa ha fatto a mia moglie?� Un ciccione con l�uniforme da pigro servitore dello stato e il ghigno da zelante servo del potere alzò la testa dal Corriere dello Sport. L�Ascoli aveva vinto tre a zero. La retrocessione era un filo più lontana. �Dottò e che ci dobbiamo fà? Lo vogliamo mettere in galera?� AL battuta non divertì nessuno. Sospirò. Con il piglio di chi allunga 50 centesimi a un tossico troppo insistente . �Gegè fammi la cortesia. Vai a controllare di là se i tuoi ragazzi hanno furnute i pulezzà i� cessi!� �Ma non lo può mica lasciare andare così!� �Roby, ti prego lascia stare! Qua non funziona come fuori...� �Iamme buon che se ne iut! Num mi fate passà nu guaie con o� diretture! Gegè è un brav omm! Sta a ca� da 5 anni e sta a capo dei detenuti adetti alle pulizie� �E pure nel braccio femminile vengono a pulire?� �Dottò ma quale braccio femminile! Qua non stiamo mica a Poggio Reale! Il parlatorio chiste è, e adda bastà per ommini e femmene!� Don Gerace Rafellillo, detto Gegè o� Raffiolo, per la somiglianza del suo ventre con il tipico dolce napoletano, annuì, chiuse la porta e lanciò un ultimo sguardo alla donna. I che cule ca tene sta pichiacca. Ma a chi cazz è che arrassumiglià?. SQuella donna gli ricordava qualcuno questo era poco ma sicuro. Non riusciva però ...
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