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I macellai - CAP I
Data: 26/05/2019, Categorie: pulp, Autore: Ely93
Premessa: Questo racconto è totalmente frutto della mia -a parer’ di molti perversa- mente; ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Specifico fin da ora che in questo racconto saranno descritte in maniera esplicita e dettagliata molte scene di violenza sessuale, tortura e morte; inoltre saranno presenti descrizioni di atti di necrofilia e coprofagia. Se non apprezzate questo genere di racconto astenetevi dalla lettura. TUTTI I PERSONAGGI DEL RACCONTO SONO MAGGIORENNI, ANCHE QUANDO LA LORO ETà NON VIENE SPECIFICATA! -Eleonora Altra premessa: In questo primo capitolo vi è solo una scena di sesso alla fine: è il capitolo introduttivo per far comprendere a pieno il contesto e i personaggi. Se siete qui solo per farvi ‘na sega saltate al prossimo capitolo, mentre se siete interessati al racconto in sé (o a entrambe le cose) restate pure e buona lettura :) -Eleonora “Dove sono? Che è successo?” pensò Giada svegliandosi. Tutto era confuso, sfocato, buio. Era frastornata, le girava la testa. “Ho bevuto così tanto? Sono a casa?” No, non era a casa: sotto di lei non c’era il soffice letto in cui si svegliava ogni mattina ma freddo cemento che riusciva a percepire molto bene sulla pelle. “Sono nuda? Ma che succede?” Si sentiva precipitare nel vuoto, la testa le girava e faceva male ma iniziava a riprendersi e a percepire l’ambiente circostante immerso nella penombra. Era sdraiata sul fianco, completamente nuda, su un pavimento in cemento freddo e ...
... sporco. Il suo cuore iniziò a battere forte mentre nella testa si riversavano contemporaneamente milioni di domande alle quali non riusciva a rispondere. All’improvviso, però, qualcosa attirò la sua concentrazione. fece una voce vicino a lei. rispose un’altra più acuta. Giada iniziò ad alzarsi lentamente da terra cercando di mettersi quantomeno seduta ma ogni parte del corpo era intorpidita, non rendendo possibile alcun movimento rapido. Mentre cercava di riprendere il controllo del proprio corpo, distinse nella penombra delle figure umane a qualche metro da lei, intuendo che le voci provenivano da loro. chiese nuovamente Giada con tono impaurito. rispose la stessa voce acuta di prima. Gli occhi si abituarono alla penombra e Giada iniziò a distinguere con chiarezza ciò che la circondava. Si trovava in una grossa gabbia rettangolare in metallo dentro una sorta di capannone o prefabbricato molto sporco e alto almeno otto metri, con una serie di finestre in prossimità del tetto. “Ma che sta succedendo? Dove cazzo sono?” pensò nuovamente, notando che nella gabbia con lei c’erano altre quattro ragazze tutte nude. Una era seduta con la testa fra le gambe in un angolo della gabbia, un’altra era semi sdraiata con la schiena appoggiata alle sbarre mentre le altre due erano di fianco a lei, una in piedi e una in ginocchio. chiese nuovamente Giada a voce alta rispose la ragazza in ginocchio, la stessa che aveva parlato prima. disse la ragazza in piedi con tono sconsolato continuò porgendole ...