1. I macellai - CAP I


    Data: 26/05/2019, Categorie: pulp, Autore: Ely93

    ... cura del corpo, per non parlare dell’acne presente pure sulle spalle. Giada si sedette vicino a lei continuando ad accarezzarle la testa fino a quando la ragazza appoggiò la testa sulla sua spalla, sempre continuando a singhiozzare e a tirare su con il naso. proseguì Giada. rispose la ragazza con un filo di voce. In quel momento Giada poté osservarle chiaramente il corpo: era molto magro, senza molti muscoli, quasi come se fosse secco. Il seno era inesistente e sulla vagina si stagliava un folto ciuffo di peli. rispose Sara singhiozzando. fece Giada rivolta alle altre esclamò Alessia spazientita dalla calma di Giada “Dio mio ora l’ammazzo ‘sta cogliona!” pensò Giada, sforzandosi di trovare le parole giuste senza insultarla. continuò Giada a bassa voce replicò Alessia sarcasticamente. rispose Giada con un tono seccato. Alessia stette zitta e si avvicinò a Giada e Sara assieme a Chiara e Lucia. Parlando emersero molti dettagli che per Giada parevano utili: Chiara e Lucia non solo si conoscevano, ma erano migliori amiche e compagne di classe, entrambe in quinta superiore di un liceo scientifico nel torinese, nonostante Chiara avesse un anno in più dell’amica per aver perso un anno alle medie. Alessia, che Chiara sopportava ogni secondo di meno, aveva venticinque anni e stava per laurearsi in veterinaria in un’Università di Milano. Sara, invece, quasi ventunenne, aveva appena finito il primo anno di infermieristica a Pavia. Tutte, tranne le due compagne di classe, provenivano da ...
    ... zone diverse del Nord-Ovest dell’Italia: per rapire cinque ragazze in tre città diverse e portarle nel medesimo posto in poco tempo, secondo Giada, occorrevano certamente almeno quattro veicoli e almeno una dozzina di uomini esperti nel mestiere, dato il posto apparentemente isolato e predisposto per accoglierle; e questo non faceva presagire nulla di buono. Età diverse, professioni diverse, condizioni sociali diverse; le ragazze avevano poco o nulla in comune e Giada dedusse che molto probabilmente i loro rapitori avevano scelto bersagli casuali. Mentre ancora stavano parlando si udì una porta aprirsi: le luci si accesero nel capannone e le ragazze poterono finalmente vedere i loro rapitori. Cinque uomini molto robusti e muscolosi, a viso scoperto, camminavano velocemente verso di loro seguiti da una donna nuda legata per il collo con una corda nelle mani di uno di loro. Al centro vi stava quello più grosso, con un machete in una fondina legata alla cintura. La donna era in condizioni pessime, barcollava ed era completamente ricoperta di ogni sorta di ferita: lividi, segni di frustate, tagli e ustioni. Il volto era tumefatto e i capelli biondi erano impastati di sangue. gridò il più alto dei cinque tirandole un calcio sul sedere per farla cadere. Era un mostro, alto quasi un metro e novanta e ricoperto di muscoli. Era calvo con una folta barba nera, probabilmente sui quarant’anni. continuò ridendo in maniera sadica e malvagia. proseguì disse indicando Livia. delle risate si ...