1. Sottomesso nel parcheggio


    Data: 08/06/2019, Categorie: Feticismo Autore: Janos Cettolin, Fonte: EroticiRacconti

    ... alle spalle, combatteva con se stessa nel tentativo di dire quella frase, quell'ordine che le avrebbe fatto vincere la sfida, sfida che avrebbe vinto sia nei confronti di J che nei confronti di se stessa. Ci fu un momento di silenzio piuttosto lungo e J cercò di spronare T avvertendola che se non avesse dato l ordine, lui la avrebbe baciata, non ai piedi in segno di sottomissione, ma alle labbra, dopotutto la voglia era troppo e nonostante T volesse quel bacio, la voglia di averlo ai suoi piedi era ancora più forte, ma ne era completamente bloccata.. T era di fronte ad un ragazzo più grande che appena conosceva, si erano baciati e avrebbe dovuto dare il tanto atteso ordine.. sapeva cosa dire, ma non riusciva, era imbarazzata, erano loro due nella penombra.. T guardò il cielo, le stelle, forse in cerca di una risposta; Pensava: “dai, devo solo cercare di recitare una parte” facile a dirsi, si sentiva come nelle interrogazioni a scuola, conosceva la soluzione alla domanda, ma non era certa che fosse quella esatta,con la voce bloccata e i molteplici pensieri che si alternano confondendo ancora di più le idee. -O mi sottometti tu o ti bacio io- la parte debole e incerta avrebbe volentieri ceduto a quel bacio, ma la parte competitiva non poteva permetterlo e si fece forza, deglutì, come a soffocare ogni vacillamento ed incertezza, avanzò qualche passo in avanti.. ancora silenzio.. “ Baciami i piedi” J quasi non volle crederci, ma con un sorrisino malizioso e complice si ...
    ... inginocchiò in procinto di sfiorare con le sue labbra quei piedi che tanto desiderava.. J pensò che fosse finita li, il suo obiettivo era compiuto, ci volle più del previsto, la situazione fu un po' imbarazzante ma andava bene cosi.. mentre rifletteva su quanto accaduto un deciso “lecca” lo costrinse a passare la sua lingua su quelle scarpe, era un tono di voce diverso da quello che conosceva, sembrava provenire da un altra persona, “adesso l altro, muoviti” il sorrisino complice sulla bocca di J sparì, quella non era ragazzina timida ed impacciata, era un altra persona , una che lo stava sottomettendo per il semplice e puro volere di vederlo ai suoi piedi e non per farlo contento, difatti T agli inizi era un po' incerta, si chiedeva se gli stesse facendo male o meno, se usare più forza o meno forza, se al ragazzo ai suoi piedi poteva piacere tale posizione oppure no.. ma in men che non si dica questi pensieri vennero oscurati da una forte voglia sadica e di dominazione, T costrinse J ad allungare le mani, lasciandolo in una posizione scomoda e dolorante, i sassolini penetravano nella pelle, e la lingua impastata di polvere non aiutava, il povero J smise per un solo secondo di leccare quelle meravigliose scarpe per deglutire la saliva, T non sprecò l'occasione, gli scagliò un calcio sul fianco “ho detto lecca!” J subì il colpo a metà tra l eccitato e il dolorante, aveva appena realizzato che non si trattava più della solita dominazione amichevole.. era vittima di una vera Dea, una ...