-
Lo Spazio del Master - prima parte -
Data: 10/06/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Mandy99
... servirlo tra le gambe aperte di una ragazza nuda, legata sul lungo tavolo della sala da pranzo. Anzi, era proprio la prima volta che una terza persona era presente durante le loro sessioni. Un limite che Eleonora aveva inizialmente posto al Master era stato proprio quello di non coinvolgere terzi e lui l’aveva accontentata. Di tanto in tanto le domandava se pensava di saper controllare la gelosia, e lei, alla fine, aveva detto di sì. Per diverso tempo l’argomento non venne più trattato, ma quando il Master le disse se era pronta a dimostrargli ciò che aveva affermato, accettando la presenza di una seconda schiava, per Eleonora fu come svegliarsi da un sogno. Capì che si sarebbe trovata in una situazione in cui non era affatto sicura di poter gestire le proprie emozioni come invece aveva detto. Il Master notò quanto si fosse irrigidita per quella proposta esplicita e le disse che poteva ancora tirarsi indietro. Il desiderio di non deluderlo e l’orgoglio di mostrarsi all’altezza delle sue aspettative, la spinsero però a confermare quell’accettazione data qualche tempo prima, con un po’ di leggerezza. Quella ragazza poteva avere la sua stessa età, sui trentacinque anni ed anche fisicamente le somigliava, piccola ma molto formosa, con capelli corti a caschetto tinti di rosso. Era distesa supina sul tavolo, imbavagliata con un gagaball simile al suo, bendata con una di quelle mascherine che alcune persone usano in aereo per dormire. Completamente nuda, indossava uno di quei ...
... minuscoli vibratori per clitoride a forma di farfalla, che il Master accendeva e spegneva a sua discrezione durante il pasto. Vedendola dall'alto avrebbe avuto la forma di una Y, immobilizzata com’era a gambe divaricate e con le braccia tese sopra la testa, i polsi uniti e legati per mezzo di una corda doppia che andava all’altra estremità del tavolo. Le cosce affusolate erano sul tavolo e le ginocchia all’altezza dei bordi, ma la gamba era piegata e scendeva in basso, anzi, un po’ all’indietro. Due corde le imprigionavano le caviglie ed erano poi state legate al grosso piede del tavolo. Due cappi, ricavati da sottili corde di canapa le imprigionavano i capezzoli. A loro volta, quelle piccole funi salivano verticalmente fino ad una minuscola carrucola fissata al soffitto, proprio sopra di lei. Le estremità che scendevano dalla carrucola erano poi legate ad un peso, forse un mezzo chilo, che manteneva la trazione costante, anche qualora la ragazza sollevasse la schiena dal tavolo, inarcandosi. Cosa che accadeva nel momento in cui il Master attivava il vibratore appoggiato al clitoride, regolando al massimo l’intensità della stimolazione. A cena ormai conclusa, Eleonora era in ginocchio, seduta sui suoi talloni, attenta a non perdere quell'equilibrio precario. Guardava di sottecchi la grande croce di legno a forma di X piazzata al centro della stanza e si domandava se fosse destinata a lei, od alla sconosciuta. Per un attimo, Eleonora si domandò cosa ci facesse lei, giovane donna con ...