-
Lo Spazio del Master - prima parte -
Data: 10/06/2019, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Mandy99
... sciolse il nodo che univa le corde, poi, con curiosità mista ad ansia, svolse lentamente la carta in cui era avvolto. Trovò un giacca da donna in simil-pelle rossa, corta, senza bottoni né cerniera, che non le sarebbe arrivata alla vita. Tutto il resto era di colore nero, a cominciare da una minigonna che poteva coprirle al massimo mezza coscia. C’era poi una camicetta di un tessuto sintetico molto sottile, quasi trasparente, un paio di calze nere autoreggenti, stivaletti bassi con tacco alto ed infine, una piccola borsetta con tracolla, niente altro. Preoccupata che gli indumenti e le scarpe potessero essere di taglia e misura errata, si rilassò scoprendo come fossero invece perfettamente adatti a lei. Luca era stato attento e lei sincera nel descriversi. Nonostante la bassa temperatura, Eleonora si sentì avvampare mentre si spogliava. Aveva appoggiato i nuovi indumenti sul lavandino e man mano che si denudava, metteva uno sopra l’altro quelli che toglieva. Rispettando l’ordine del Master, prima di rivestirsi era rimase totalmente nuda per un po’. Iniziò la vestizione dalle autoreggenti, poi indossò la camicetta, quindi si mise la gonna, poi la giacchetta, calzando per ultimi gli stivaletti. Si guardò allo specchio e notò che se non si teneva chiuso il giaccone con una mano, quella camicetta era così sottile e trasparente da lasciar intravedere i suoi grandi seni, per non parlare dei capezzoli, inequivocabilmente già turgidi e di cui quel tessuto aveva anche preso la forma. ...
... Si sistemò i capelli, diede un'aggiustata al trucco guardandosi nello specchio sopra al lavandino e prima di uscire dal bagno, utilizzando la carta e lo spago recuperato, creò un pacco simile a quello con cui era entrata. Capì di essere rimasta in bagno molto a lungo e si sentì in dovere di fare almeno una consumazione. Aperta la porta, si diresse verso il bancone ancheggiando. Non si trattava di un’andatura voluta, ma dell’inevitabile conseguenza di quei tacchi così alti. Con un certo imbarazzo si rese conto che camminando le si scopriva la coscia, al punto che chiunque poteva vedere anche la balza delle autoreggenti. Priva di mutandine, sentiva l’aria scorrere sul suo sesso depilato. Consapevole del suo aspetto provocante e della sua andatura, non si meravigliò di avere addosso lo sguardo voglioso di tutti gli avventori e si sentì femmina, come mai le era capitato prima. Percepiva come tutte quelle persone la desiderassero fisicamente, che tutti avrebbero voluto possederla. Non ci fossero state regole sociali, magari lo avrebbero fatto tutti insieme, sbattendosela su quei tavoli. Ebbe anche la netta sensazione che quelle persone capissero quanto si sentisse femmina lei, e che ne fossero attratti in modo quasi incontrollabile. Ebbe un po’ di paura. Non era stata la visione diretta e cosciente della sua bellezza, o quell'abbigliamento succinto e provocante a creare quella situazione. All'origine di quel palpabile desiderio collettivo c’era qualche strana reazione biochimica, ...